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Chiusura Treviso Uno, Zago: "Siamo stati consigliati male"

Un errore di valutazione. Questo, secondo la società di Bruno Zago, il motivo del tracollo dell'impresa di "Treviso Uno": "Non erail nostro campo. Siamo stati consigliati male"

"Sapevamo che quello della televisione non era il nostro settore, purtroppo ci siamo fidati di persone che ci hanno consigliato male".

Spiega così il tracollo di "Treviso Uno" Benedetta Zago, amministratore delegato dell'emittente televisiva oggi in liquidazione e i cui dipendenti hanno ricevuto in questi giorni le lettere di licenziamento.

L'avventura della nuova sigla televisiva travigiana era partita due anni fa, su iniziativa della famiglia Zago, già titolare del gruppo Pro-Gest. Sulle cause del naufragio i dirigenti fanno ammenda: "Certo, siamo stati degli sprovveduti, abbiamo creduto a chi ci diceva che il mercato pubblicitario avrebbe potuto reggere - prosegue Benedetta Zago - ma abbiamo verificato che con i mesi il 'buco' cresceva molto più del previsto. Diciamo che ad oggi la società è in rosso per alcuni milioni di euro".

E rispetto al contenzioso con "T-Vision", il gruppo televisivo della famiglia Panto che aveva affittato un canale a "Treviso Uno" e che ha interrotto improvvisamente il servizio lo scorso autunno, l'amministratore delegato sostiene che si è trattato solo "della mazzata finale".

"Ai dipendenti esprimo ancora tutta la mia stima - conclude Zago - ma la situazione si era fatta insostenibile e noi non siamo il 'Fatebenefratelli'".

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