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Luigi Susin, presidente del mandamento termoidraulici  Confartigianato Treviso

Luigi Susin, presidente del mandamento termoidraulici Confartigianato Treviso

Covid 19, il rischio degli impianti di climatizzazione

Luigi Susin,del mandamento Confartigianato di Treviso: «Se fossero costituiti da singole unità separate per singole stanze non ci sarebbe pericolo, ma se l’impianto fosse centralizzato potrebbe essere uno strumento di contagio»

«Il Virus Covid-19 si può depositare sulle superfici e sopravvivere per diverse ore se non giorni sulle superfici di oggetti ed anche sulle pareti delle condotte d’aria, spesso realizzate in materiale metallico, dei grandi impianti di climatizzazione e che quindi possono favorire l’esposizione al virus delle persone che si trovano all’interno dei locali climatizzati dove è assente il riciclo d’aria naturale». Lo sostiene Luigi Susin, imprenditore del settore termoidraulico  della Marca trevigiana, politico e presidente della categoria termoidraulici del Confartigianato del mandamento di Treviso.

«Nei giorni scorsi tutti noi abbiamo sentito parlare del caso della nave da crociera giapponese Diamond Princess, dove tutti gli ospiti a bordo dell’imbarcazione sono stati messi in quarantena ed isolati nelle proprie cabine. Man mano che i giorni passavano l’epidemia è aumentata in modo vertiginoso grazie all’aria che veniva fatta circolare attraverso l’impianto di climatizzazione». Infatti se gli impianti di climatizzazione fossero costituiti da singole unità separate per singole stanze o aree di lavoro, non ci sarebbe pericolo, ma se l’impianto fosse centralizzato, con tubazioni che collegano vari locali, allora potrebbe essere uno strumento di contagio grazie alla dispersione in varie zone del coronavirus.

«La nostra fortuna è che il coronavirus non è particolarmente resistente e bastano dei prodotti per la disinfezione delle superfici, ma è opportuno che negli impianti centralizzati presenti nei grandi supermercati, nei i centri commerciali, scuole od uffici pubblici ed aziende, non vengano accesi per evitare che gli stessi possano diffondere il virus - continua Luigi Susin - è opportuno che venga predisposto un piano di interventi di disinfezione ed utilizzati dei filtri particolari che possono contribuire a depurare ulteriormente l’aria messa in circolo in modo da abbattere in maniera consistente i microrganismi patogeni all’interno degli impianti installati in ambienti chiusi ad alta affluenza. Una corretta manutenzione degli impianti di trattamento dell’aria è di fondamentale importanza per favorire la massima protezione della salute della popolazione in relazione al coronavirus». 

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