menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Deboli segnali di ripresa nella produzione, ma è boom di cassa integrazione

Il lieve miglioramento del manifatturiero trevigiano non si ripercuote sull'occupazione. In Veneto la cig straordinaria è cresciuta del 117% tra settembre e ottobre

Dalla Camera di Commercio di Treviso giungono segnali positivi per quanto riguarda l'andamento della produzione manifatturiera. I timidi miglioramenti, tuttavia, non si riflettono sull'occupazione che, anzi, continua a crollare.

I DATI - Secondo l'indagine condotta dalla Camera di Commercio su produzione e fatturato delle imprese trevigiane nel terzo trimestre del 2013, si registra un leggero miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2012. I segnali più incoraggianti vengono dal fatturato estero e anche gli imprenditori si dimostrano cautamente ottimisti rispetto ai prossimi mesi.

Dopo sette mesi caratterizzati dal segno meno, nel terzo trimestre 2013 la produzione industriale a registrato un timido + 1,6% su base tendenziale, al quale hanno contribuito il buon andamento del settore tessile-abbigliamento-calzature e le performance positive del legno-arredo e dell'industria dei macchinari. Il leggero recupero produttivo sarebbe confermato, secondo la Camera di Commercio, anche dal grado di sfruttamento degli impianti, tornato al 70% dopo un anno e mezzo.

In timida ripresa anche il fatturato, al + 1,1% rispetto al terzo trimestre 2012. In questo ambito il contributo maggiore viene dal fatturato estero (+ 2,9% rispetto a luglio - settembre 2012) e dai risultati positivi registrati dalla medio-grande impresa nei tre settori tessile-abbigliamento-calzature, legno-arredo e macchinari.

Ed è sempre il mercato estero a sostenere la domanda, giunta al + 4,4% nel terzo trimestre 2013, mentre il mercato interno è ancora negativo: - 0,4% che, tuttavia, è il miglior risultato registrato negli ultimi otto trimestri.

CASSA INTEGRAZIONE - I seppur cauti segnali positivi della produzione, però, non ricadono sull'occupazione, che in Veneto continua a scendere in picchiata.

Secondo i dati della Cgil, a ottobre c'è stato un vero e proprio boom di cig straordinaria, più che raddoppiata (+ 117%) rispetto a settembre. Sono crollate tre milioni a 80 mila, invece, le ore di cig in deroga, a causa del mancato finanziamento, mentre la cassa integrazione ordinaria ha registrato un + 15.5% rispetto al mese precedente.

Il quasi azzeramento della cig in deroga significa, come spiega il Segretario Generale della Cgil del Veneto Emilio Viafora, che "migliaia di lavoratori, soprattutto dell’artigianato e anche del commercio, sono privi di sostegno al reddito".

VIAFORA - "Fa bene il Governatore Zaia - commenta Viafora - a chiedere al Governo di rendere subito disponibili le risorse necessarie, ma la Regione non può limitarsi a stare a guardare e non può nemmeno astrarsi rispetto al dibattito aperto nel Paese dalle forze sociali che chiedono forti e incisive misure anticicliche e lo spostamento di una quota significativa di risorse dalle rendite e dai patrimoni verso il lavoro".

Secondo Viafora "sarebbe profondamente sbagliato cullarsi nell’idea che il Veneto, poiché presenta alcuni settori e imprese altamente competitivi, sia meno a rischio di altre regioni". A questo proposito Viafora cita l'esempio del settore alimentare, la cui produzione in Veneto è scesa del 3,7% nel terzo trimestre 2013 e che finora ha rappresentato un punto di forza della Regione.

"La cassa integrazione è un indicatore assai significativo del particolare stato di sofferenza del Veneto - prosegue Viafora - Qui, a differenza di altre regioni, il suo trend è in continua crescita e l’aumento in contemporanea della mobilità e della disoccupazione preoccupano fortemente poiché vuol dire che oltre all’epilogo peggiore delle vecchie crisi continuano a sorgere nuovi punti di difficoltà, mentre la regione è sempre meno attrattiva ed assiste più ad uscite di grandi gruppi che alla crescita ed all’insediamento di nuove unità”.

"Occorre rilanciare consumi ed investimenti attraverso una consistente rimodulazione delle politiche fiscali per dare più risorse a lavoratori e pensionati - conclude Viafora - altrimenti il Veneto, il cui tasso di disoccupazione ormai viaggia verso l’8%, subirà un ridimensionamento perfino superiore alla media nazionale".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Tre pasticcerie trevigiane in sfida a Cake Star

Attualità

Asolo, malore sul lavoro: dipendente comunale muore a 44 anni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Meteo

    Caldo anomalo nella Marca: «Da sabato temperature in calo»

  • Aziende

    «Positiva la scelta di istituire un ministero per la disabilità»

Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento