Parrucchieri chiusi fino al 1° giugno: «Così si uccide l'intera categoria»

Vincenzo Dal Zilio, responsabile veneto di estetisti e acconciatori per Casartigiani: «Il primo giugno in molti non riapriranno. Incomprensibile la scelta del Governo»

«Tre mesi di chiusura forzata sono insostenibili per una categoria come la nostra fatta di piccoli artigiani, di attività a conduzione familiare, di affitti da pagare ogni mese, di bilanci che si reggono su equilibri spesso delicati». Vincenzo Dal Zilio, responsabile regionale per Casartigiani degli estetisti e acconciatori, proprietario del salone di Borgo Cavour, attacca duramente la scelta di non consentire l’apertura fino al primo giugno.

«Noi stessi, con senso di responsabilità, abbiamo suggerito da tempo le misure straordinarie con cui avremmo dovuto aprire: lavorare solo su appuntamento, con un cliente alla volta nel salone, oltre ovviamente all’utilizzo di mascherine, guanti, igienizzanti.  Non si capisce perché potranno aprire negozi e attività con molte persone nello stesso spazio e noi no - aggiunge Dal Zilio - Da settimane registro l’insofferenza e i timori di decine di parrucchieri ed estetiste. Alcuni di loro non ce la faranno a riaprire. In queste ore ci stiamo confrontando con le altre associazioni artigiane per intervenire insieme, e ottenere che sia sanata questa incomprensibile disparità di trattamento» conclude Dal Zilio.

Il commento di Cna Veneto

«Siamo sconcertati dal fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore».

Queste le parole del presidente della Cna del Veneto Alessandro Conte netto davanti alla necessità di risposte diverse per il settore: «Chiediamo che i nostri appelli lanciati a più riprese in queste settimane non restino inascoltati e per questo chiediamo che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie». Non a caso l'associazione nei giorni scorsi aveva elaborato un documento contenente le linee guida per la riapertura. Il settore con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione. In Veneto i servizi alla persona (parrucchiere, estetiste, tatuatori, centri massaggi,) rappresentano circa 13mila e 350 imprese. «E' incomprensibile come nei loro confronti e nei confronti degli appelli lanciati dalle associazioni di categoria – dice il segretario del Veneto Matteo Ribon - ci sia stata una totale disattenzione da parte del Governo. Per questo chiediamo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura».

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