Economia

Piave Servizi, ok al bilancio 2020: investimenti in aumento e tariffe più basse nel Veneto

Gli utili aumentano del 50%: garantiranno maggiori investimenti per il territorio e la conseguente calmierazione delle tariffe tra le più basse d’Italia (1,74 euro al metro cubo d’acqua)

È stato approvato la settimana scorsa il Bilancio di esercizio 2020 di Piave Servizi, affidataria “in house” della gestione del Servizio Idrico Integrato del Consiglio di Bacino Veneto Orientale. Il documento, votato all’unanimità dall’assemblea dei 39 Comuni soci, descrive una realtà in piena salute, capace di rispondere adeguatamente alle difficoltà dell’ultimo periodo, segnato dall’avvento della pandemia da Covid-19: l’aumento dei ricavi, infatti, ammonta al 3% circa, per un valore della produzione che raggiunge i 42 milioni di euro e un patrimonio che supera la soglia dei 50 milioni di euro. Parallelamente, calano leggermente i costi di produzione (- 0.1%), attestandosi intorno ai 38 milioni di euro.

Segno positivo anche per l’utile di esercizio, che registra un ragguardevole aumento del 50% circa e sfiora i 2,4 milioni. “Deriva dai benefici delle economie di scala degli acquisti consortili eseguiti grazie a Viveracqua, il consorzio dei gestori pubblici veneti del Servizio Idrico Integrato, e dalla attività minuziosa di capitalizzazione dei lavori realizzati – entra nel merito il Presidente di Piave Servizi, Alessandro Bonet - La stabilizzazione dei costi, quindi, testimonia la crescita dell’azienda, che ha saputo riorganizzare efficientemente le risorse”.

Maggiori utili, che si riflettono in maggiori investimenti (nuove reti, impianti fognari e di depurazione sono solo alcuni esempi) e soprattutto in una calmierazione delle tariffe, attualmente le più basse del Veneto, nonché tra le più basse d’Italia (1,74 euro al metro cubo d’acqua). “Per noi è un grande vanto, ma soprattutto un grande orgoglio – sottolinea Bonet – La nostra parola d’ordine è stabilità. Questo perché vogliamo dare certezze ai nostri soci e agli investitori, che ringraziamo per aver sempre sostenuto e condiviso le scelte del nostro consiglio d’amministrazione. Parliamo di una stabilità operosa, per continuare a soddisfare i cittadini ed essere efficienti nel realizzare le opere che servono al territorio”.

Ambiziosi gli obiettivi del prossimo anno, che prevedono l’attuazione del nuovo piano industriale attraverso l’individuazione dei KPI per misurare le performance e l’adozione del nuovo organigramma all’insegna della flessibilità, della comunicazione (intra ed extra aziendale) e della responsabilità redistribuita. A livello regionale, il traguardo fissato è il potenziamento del Consorzio Viveracqua, che necessita di aumentare i servizi resi come centrale di committenza e diventare l’unico ente di rappresentanza per i gestori del Sistema idrico integrato, sia nei confronti della regione che delle autorità di regolazione. “Viveracqua dovrà diventare il baluardo di protezione del modello veneto dell’idrico – spiega il Presidente Bonet – Un modello basato su società pubbliche in house, che producono utili e li reinvestono in nuove opere per il territorio e per i cittadini che vi risiedono”.

A livello nazionale, l’obiettivo è quello di promuovere attività di vigilanza sui legislatori per proteggere il modello di affidamento “in house”. Come? Attraverso la rappresentanza di Utilitalia, federazione della quale il Presidente Bonet, peraltro, è membro del direttivo idrico. “Per attuare questo programma abbiamo bisogno di stabilità nella continuità e nella fiducia dei nostri 39 soci”, ricorda in chiusura Bonet, che aggiunge: “Se riusciremo ad attuare tutto ciò, il futuro potrà vederci ancora più protagonisti nella realizzazione di nuove opere per il territorio, anche in collaborazione con i Comuni attraverso l’istituto dell’Accordo di programma e la programmazione a medio-lungo termine della gestione di alcuni ulteriori servizi attinenti il SII, come ad esempio le fognature delle acque meteoriche”.

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