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Martedì, 27 Febbraio 2024
Economia Godega di Sant'Urbano / Via San Cristoforo, 1

Premi ai dipendenti, Bottega: «Oltre il 50% va in tasse e oneri sociali»

L'imprenditore trevigiano: «Nella nostra azienda, per ogni mille euro di premio che diamo a un nostro dipendente, lui ne incassa soltanto 570 e a noi ne costa 1.600, quindi quasi il triplo. Non si incentiva la competitività»

«Sono orgoglioso di come occidente, Europa e Italia, nonostante le incertezze e i rischi, abbiano affrontato la guerra e la pandemia. Le follie di chi critica non meritano nessun commento, perché frutto solo di una visione distorta della realtà».

Sandro Bottega, patron dell'omonima azienda di Bibano a Godega di Sant'Urbano tra i principali produttori di vino e distillati italiani, torna a commentare il premio da 200mila euro totali stanziati in favore dei suoi dipendenti. «Nonostante sia un percorso lungo, riportare la produzione nei nostri Paesi è doveroso ma se non si inizia subito si corre il rischio di non arrivare più al traguardo. Per fare un semplice esempio, anche il premio da noi dato al personale nelle scorse settimane è costato oltre 2 volte quanto hanno percepito i collaboratori in busta paga. In alcuni casi abbiamo quindi dovuto pagare allo Stato più di quanto i collaboratori abbiano percepito. Nella nostra azienda, per ogni mille euro di premio che diamo al nostro dipendente, lui ne incassa soltanto 570 e a noi ne costa 1.600, quindi quasi il triplo. È un aiuto alla competitività questo? La competitività si raggiunge soprattutto rendendo meno oneroso per l'azienda e per il dipendente il carico fiscale che va a favore dello Stato, che alla fine è quello che ne beneficia di più, ma sul lavoro degli altri. Ma c'è un altro aspetto - continua Bottega - da non sottovalutare: manca manodopera, gli italiani non vogliono fare certi lavori e i giovani non vogliono sacrificarsi come altre generazioni. La corretta gestione dell'immigrazione è fondamentale ed è l'unico modo per permettere alla nostra cultura di essere trasmessa, insegnata e condivisa da nuovi popoli, compresa la costruzione di nuovi imprenditori che, acquisendo i nostri valori, li sapranno trasmettere a loro volta. Se non agiamo su queste due cose (che sembrano semplici), l'Europa e l'occidente continueranno sì a essere l'Eldorado, ma diventeranno come il Lussemburgo e la Svizzera. Magari saremo anche i più ricchi, ma sempre più dipendenti dagli altri, e la vera ricchezza, la vera libertà sono legate all’indipendenza. Il mio invito è che tutti, ma davvero tutti, abbiano una presa di coscienza dell’importanza del proprio ruolo nella società per poter fare dell’efficienza la chiave per il benessere» conclude l'imprenditore trevigiano.

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