Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

Caso Prosek, la Coldiretti: "Ci sono ancora 45 giorni per salvare il Prosecco"

"Va tutelato il vero Prosecco che con una crescita delle esportazioni del 35% nei primi sei mesi del 2021 è il vino italiano più consumato al mondo"

"Restano 45 giorni per bloccare la domanda di riconoscimento del Prosek croato e tutelare il vero Prosecco che con una crescita delle esportazioni del 35% nei primi sei mesi del 2021 è il vino italiano più consumato al mondo". E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un precedente pericoloso che rischia di indebolire l’intero sistema di protezione giuridica dei marchi di tutela. 

"Ci sono le premesse per vincere questa battaglia in Europa – sottolinea la Coldiretti - grazie alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dichiarato illegittimi proprio i nomi truffa che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati come la star delle bollicine italiane che quest’anno dovrebbe raggiungere il record di 700 milioni di bottiglie prodotte, la più grande denominazione al mondo. Da scongiurare – continua la Coldiretti - sono anche i recenti orientamenti di Bruxelles nei confronti dei prodotti base della dieta mediterranea come il vino con l’ipotesi di etichette allarmistiche per disincentivarne il consumo e lo stop anche ai sostegni alla promozione. Un danno incalcolabile – conclude la Coldiretti - per un prodotto come il vino che realizza ben oltre la metà del fatturato all’estero per un valore di 6,3 miliardi nel 2020, in aumento del 14% nel primo semestre di quest’anno".

Andrea Sartori (Pres. Casa Vinicola Sartori)

“Le preoccupazioni provenienti dalle Istituzioni audite in Senato in merito al caso Prosek sono le stesse che da tempo tengono in ansia le filiere produttive di riferimento”.  Lo dichiara in una nota Andrea Sartori, presidente della Casa vinicola Sartori, in merito all’audizione avvenuta in Senato presso la Commissione Agricoltura sul caso Prosek. “Come produttori italiani e a maggior ragione come enti territoriali sui quali nasce, si coltiva e si produce il Prosecco, siamo in grande allarme. Se venisse approvata la proposta avanzata dalla Croazia e ammessa in discussione dalla Commissione europea riguardante il riconoscimento dell'indicazione geografica di origine protetta del vino Prosek, per l'Italia e per l'intera filiera vitivinicola sarebbe un danno non solo economico e d'immagine, ma aprirebbe la strada al fenomeno dell'Italian sounding con ripercussioni sfavorevoli per le eccellenze ‘made in Italy’”. “Il Governo e le Regioni – conclude Sartori – oltre a tutelare la filiera devono salvaguardare il consumatore e il suo diritto di sapere con precisione l'origine del prodotto che acquista. Dal 2019 il Prosecco è patrimonio dell’Unesco e merita di essere difeso da politiche di falsificazione così palesi come la richiesta di denominazione del vino Prosek”.

Andrea Sartori - Presidente Casa Vinicola Sartori-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caso Prosek, la Coldiretti: "Ci sono ancora 45 giorni per salvare il Prosecco"
TrevisoToday è in caricamento