Protocollo Viticolo 2020: confermato il divieto del glifosato

Presentata la decima edizione 2020 Protocollo Viticolo del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Nuovi passi avanti nel percorso di sostenibilità della Denominazione

Nonostante la situazione di crisi che immobilizza il tessuto economico del Paese, la natura non si ferma e nemmeno l’impegno del Consorzio per un’agricoltura sempre più sostenibile. Con questo spirito è stata presentata oggi la decima edizione del Protocollo Viticolo, il documento che anno dopo anno propone e promuove un sistema sempre più virtuoso di gestione del vigneto attraverso la difesa integrata della vite.

«Siamo giunti quest’anno alla decima edizione del Protocollo Viticolo, che dopo i numerosi traguardi raggiunti, l’ultimo assolutamente innovativo il divieto del glifosato, procede sempre più convintamente lungo la strada della lotta integrata - afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela - Il Consorzio si è strutturato nel corso degli ultimi dieci anni per poter analizzare le diverse situazioni in campo con strumentazioni tecniche evolute e adeguate al territorio, inoltre, grazie ai professionisti che compongono lo staff tecnico, siamo in grado di supportare sempre più efficacemente i soci nella gestione dei vigneti». In questa nuova edizione si è provveduto a classificare in modo più fruibile i contenuti del documento. In particolare, sarà più facile rintracciare nel testo le molecole presenti nei prodotti in vendita e quindi approfondirne l’impatto; inoltre sarà possibile consultare articoli di approfondimento sui temi più sentiti in ambito di difesa delle piante da alcune malattie e insetti, che nella Denominazione sono particolarmente insidiosi (es: Mal dell’esca, flavescenza dorata, cocciniglia). Infine, si insiste maggiormente per l’adozione di metodi di gestione più compatibili con la salubrità del vigneto, come la confusione sessuale e l’introduzione di insetti predatori. Dopo il divieto dell’uso del glifosato, attivo dallo scorso anno grazie alla sinergia con i Comuni della Denominazione, il Conegliano Valdobbiadene è la più estesa zona di Europa a rinunciare all’erbicida. Oggi il Consorzio prosegue l’attività di osservazione del territorio, analisi dei dati raccolti ed elaborazione di strategie sostenibili da suggerire ai viticoltori per incentivare una sempre maggior sensibilità alla sostenibilità ambientale. Infatti, una delle funzioni del Protocollo Viticolo è mettere l’agricoltore nelle condizioni di scegliere quali metodi utilizzare per la gestione del vigneto, che siano chimici oppure biologici, in base alle reali esigenze della vite e del campo in ogni momento. Per fare questo sono attivi da tempo strumenti tecnici e tecnologici di raccolta dati che fotografano costantemente la situazione del vigneto (uso di capannine metereologiche, diffusione di bollettini agronomici ai soci, ecc). La situazione dei vigneti è trasmessa dal Consorzio ai viticoltori perché scelgano l’azione più adatta da operare in campo al più basso impatto ambientale. 

Le tappe del Protocollo Viticolo

La prima edizione del Protocollo Viticolo è stata pubblicata nel 2011 e da allora è gradualmente diventato un punto di riferimento per i soci e per altre realtà viticole italiane. È il perno dell’attività di sostenibilità del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Il Protocollo Viticolo è un documento rivolto ai soci del Consorzio per divulgare nella comunità del Conegliano Valdobbiadene l’importanza dell’attenzione alla sostenibilità nella gestione del vigneto. Il Protocollo non ha carattere coercitivo e il Consorzio non può intervenire qualora non se ne seguissero le linee guida, ciò nonostante è un documento d’indirizzo che ha trovato riscontro positivo anche tra gli amministratori locali. L’obiettivo del Protocollo Viticolo è eliminare progressivamente pratiche e molecole considerate troppo impattanti per l’ambiente – ancorché consentite dalle norme italiane ed europee – e per contro promuovere forme di agricoltura meno invasive possibili anticipando di diversi anni il percorso virtuoso verso la sostenibilità. Risale al 2013 l’esclusione di tutte le formulazioni contenenti prodotti a base di Folpet, Mancozeb, Dithianon, e diverse altre sostanze che la legge avrebbe consentito di utilizzare, come accaduto successivamente nel 2016. Nel 2018 è stata assunta la decisione delle amministrazioni locali di vietare il glifosato. Nel 2019 il divieto è entrato in vigore, ancora con anticipo rispetto al quadro normativo nazionale ed europeo, rendendo così il Conegliano Valdobbiadene la più estesa zona in Europa che ha vietato l’uso della sostanza chimica più discussa degli ultimi anni, che continua ad essere utilizzata in moltissime aree agricole italiane ed europee. 

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La Certificazione S.Q.N.P.I.

Il 2019 è stato il primo anno in cui è stato avviato il progetto di Certificazione S.Q.N.P.I., (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) delle Aziende Agricole della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Si tratta di un sistema di certificazione che considera tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità, in grado di ridurre al minimo l’uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi e di razionalizzare la pratica della fertilizzazione.  Per ottenere e mantenere la certificazione sono state predisposte attività di controllo come l’attuazione di un numero significativo di analisi delle uve prodotte volte ad accertare qual è stato l’effettivo impiego in vigneto delle sostanze chimiche. La certificazione è stata colta come una grande opportunità per il territorio e per le singole aziende. Tutti infatti hanno colto il significativo aumento di valore potenziale del prodotto se certificato. Le aziende associate che da subito hanno condiviso il progetto di certificazione del Consorzio sono state 40, per una superficie certificata di 575 ettari. A queste vanno aggiunte le altre aziende viticole e cooperative che si sono certificate in modo autonomo. Possono partecipare al progetto tutte le aziende trasformatrici e imbottigliatrici che in tal modo avranno la possibilità di utilizzare il logo “ape” sui propri prodotti; possono aderire al progetto anche i viticoltori, che potranno poi mettere i cartelli con il logo “ape” nei propri vigneti certificati. Tutti, inoltre, potranno utilizzare il logo identificativo della certificazione SQNPI in siti web, social e materiale pubblicitario. Il Consorzio è affiancato da Valoritalia s.r.l. quale ente di certificazione.

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