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Sabato si riaprono i cancelli della ex "Pagnossin": lo stabilimento torna a vivere

Dopo il fallimento del 2008 l'area torna produttiva sotto le insegne del gruppo veneziano Zanardo, colosso della logistica che s'era aggiudicato gli oltre 70mila mq all'ottava asta

QUINTO DI TREVISO I febbrili lavori di pulizia e ripristino dell'area al civico 94 della Noalese che si notavano transitando sulla statale in questi giorni facevano presagire un'imminente apertura. Così è: sabato 24 s'apriranno nuovamente i cancelli dell'ex ceramica Pagnossin, chiusi dal 2008 dopo il fallimento della Spa, e uno dei tanti "vuoti a perdere" sparsi nel territorio del comune di Treviso tornerà a vivere. Lo farà sotto le insegne del gruppo veneziano Zanardo, colosso della logistica che s'era aggiudicato gli oltre 70mila mq all'ottava asta, le precedenti erano risultate deserte, davanti al giudice fallimentare del tribunale trevigiano. Un'area quella del civico 94 che ha scritto la storia industriale e sociale della marca trevigiana sin dall'800 quando i Della Giovanna, fornaciai emigranti da Croglio, paesino del Canton Ticino, allora soprannominato Malcantone per le miserrime condizioni di vita, vi si stabilirono per la ricchezza d'argilla ed acqua , le materie prime essenziali per il loro mestiere.

Alla fine del primo conflitto mondiale l'avviata fornace venne ceduta all'arcadese Angelo Pagnossin che l'ingrandì per trasformarla in ceramica alla fine del secondo conflitto mondiale. Fu poi il figlio Giulio, scomparso prematuramente nel 1979, a condurre l'azienda a macinare primati e brevetti in ogni parte del mondo. Il declino ed il conseguente fallimento con l'avvento dell'immobiliarista milanese Rinaldini dopo l'acquisizione della Richard-Ginori e la quotazione in borsa.

Ed ora la storia riprende con un avvenieristico progetto, il "Log-os", che è valso al gruppo Zanardo il premio "il Logistico dell'anno" nel 2006 : si tratta della gestione informatizzata dei farmaci e dei beni economali ospedalieri, già realizzato dal gruppo in quel di Asolo, e che qui troverà compiutezza grazie agli spazi disponibili. "Siamo i primi e non ho notizia di casi analoghi, salvo rarissime eccezioni": ha dichiarato il dott. Damaso Zanardo, presidente del gruppo. Un progetto che va ad inserirsi come cardine di quello regionale riguardante l'Azienda sanitaria zero per l'ottimizzazione di costi e risorse. E che, va detto è in perfetta continuità con quanto nel corso della storia si è sempre realizzato qui, al civico 94 della Noalese. A ricordarlo ci sarà anche una mostra nelle vecchie strutture dell'ex ceramica che, tra le tante gemme misconosciute, annovera una vera chicca d'archeologia industriale, il "forno Hoffmann" a 12 celle, brevettato dall'omonimo ing. prussiano e presentato all'Expo di Parigi del 1889.

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