Coldiretti lancia l'allarme ragno rosso, paura per le colture trevigiane

la presenza del parassita è stata segnalata in particolare a San Biagio di Callalta, Monastier, Zenson di Piave e Roncade. L'assessore regionale Manzato tranquillizza: "Abbassamento temperature ci aiuterà"

Dopo il maltempo primaverile un'altra minaccia incombe sulle colture della Marca trevigiana: quella del ragno rosso. A segnalare la presenza del parassita, soprattutto a San Biagio di Callalta, Monastier, Zenson di Piave e Roncade è Coldiretti.

Il ragnetto rosso (Tetranychus urticae) è un piccolo acaro che si nutre di molte specie vegetali, in particolare delle colture orticole, anche importanti come mais, soia, sorgo, girasole. In natura viene controllato da diversi predatori, come gli acari Fitoseidi e una piccola coccinella nera, lo Stethorus punctillum. Ma in determinate condizioni, come le alte temperature, la scarsità di pioggia e le colture stressate dall'aridità, l’equilibrio tra il ragnetto e i suoi predatori viene rotto e la popolazione del parassita può aumentare rapidamente.

I sintomi sulla vegetazione sono la conseguenza delle punture di nutrizione: il ragno sottrae linfa e pigmento clorofilliano causando così la comparsa di macchie clorotiche, quindi la bronzatura e il disseccamento delle foglie. Nel caso della soia, gli attacchi si osservano soprattutto sui bordi degli appezzamenti e si presentano a chiazze che via via si allargano.

“La Regione del Veneto, attraverso il Servizio Fitosanitario e Veneto Agricoltura, sta seguendo l’evoluzione del problema delle infestazioni di ragno rosso a partire dall’ultima decade di luglio - tranquillizza l'assessore regionale Franco Manzato - Al momento la situazione non sembra critica come il 2012, e la presenza di ragnetto rosso su soia è sicuramente meno diffusa, interessando circa il 10-20% delle superfici".

La pioggia e l’abbassamento di temperatura di questi giorni dovrebbero inoltre risolvere il problema negli appezzamenti colpiti dal parassita, tuttavia ricorda Manzato "sono state date le informazioni relative ai criteri per una corretta difesa integrata nei bollettini pubblicati nei siti delle strutture regionali preposte”.

In caso di necessità gli agricoltori possono ricorrere a specifici prodotti acaricidi: attualmente ne sono disponibili quattro, di cui tre sono stati recentemente autorizzati in via eccezionale per un periodo limitato di 120 giorni.

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