Regione Veneto: 16 milioni di euro per reinserimento lavoratori

Lavoro, assessore regionale Donazzan: "Qausi 16 milioni di euro per il reinserimento, la riqualificazione, il reimpiego dei lavoratori colpiti dalla crisi economica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Con una delibera approvata lunedì mattina la Giunta regionale del Veneto ha messo a disposizione, per il 2012, 15 milioni e 780 mila euro in favore di “Interventi di politica attiva per il reinserimento, la riqualificazione, il reimpiego dei lavoratori del sistema produttivo colpiti dalla crisi economica”.

L’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro del Veneto Elena Donazzan commenta: “E’ il terzo anno consecutivo che la Regione si impegna
nel garantire la realizzazione di percorsi di politica attiva del lavoro per i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali in deroga, quali cassa integrazione e mobilità, e dal 2009 al 2011 sono stati segnalati agli enti accreditati per i servizi al lavoro 109.508 lavoratori (di cui la maggior parte nel 2010), e di questi quasi il 60 per cento ha avuto accesso ai servizi di politica attiva, messi a disposizione da noi, con la sottoscrizione del Patto di servizio”.

“Il Patto di servizio semplificato - spiega Donazzan - nel 2010 ha portato ad un raddoppio delle persone che hanno avuto, oltre al sostegno al reddito, anche
un’opportunità di formazione”.

“Dalle rilevazioni di Veneto Lavoro sulle domande di cig in deroga - sottolinea l’assessore regionale - emerge inoltre che, in riferimento al triennio 2009-2011, 8.387 lavoratori sono stati presenti all’interno della domanda per tutte e tre le annualità, 21.200 lavoratori hanno beneficiato di politiche attive per due annualità su tre e 45.698 lavoratori hanno beneficiato di politiche attive per in una sola annualità”.

"Questo dimostra - precisa Donazzan - che la cassa integrazione in deroga ha avuto la funzione fondamentale di non far chiudere le imprese nel momento
più acuto della crisi, se è vero che la più parte dei lavoratori ha beneficiato di politiche attive per una sola annualità”. “Ammortizzatori quindi - ancora l’assessore regionale - non per stare fuori dal mercato del lavoro, ma per far passare il momento più brutto per l’impresa e per il lavoratore stesso, che
altrimenti sarebbe stato licenziato”.

Donazzan conclude: “Dei 75.285 lavoratori così risultanti, grazie anche all’erogazione dei servizi di politica attiva, ad oggi l’83 per cento risultano aver conservato il posto di lavoro, o risultano comunque occupati”.

Quattro le principali novità del bando di quest’anno rispetto al precedente:

  • Tirocini di inserimento/reinserimento, rivolti ai lavoratori in Mobilità in deroga e in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in deroga e finalizzati a favorire una reale ricollocazione degli stessi, dando loro e all’impresa la possibilità diconoscersi e “provarsi” a vicenda per rendere più virtuosa l’occupazione e alcontempo ridurre per il lavoratore la permanenza nello stato di “sussidiato”;
  • Nuovi percorsi di formazione, per sostenere lo sviluppo di competenze legate all’auto imprenditorialità, allo scopo di favorire e recuperare lo spirito che da sempre contraddistingue il nostro territorio, concepito non come ripiego al lavoro dipendente bensì come valorizzazione di competenze ed idee di molti collaboratori delle imprese in difficoltà;
  • Premialità nei percorsi di ricollocamento, riconosciuta al soggetto accreditato per i servizi al lavoro che colloca il lavoratore in mobilità in deroga – che abbia compiuto 45 anni di età – nell’ambito dei percorsi di ricollocamento ad integrazione delle risorse messe a disposizione mediante la dote lavoro. Tale elemento ha carattere sperimentale e sarà oggetto di una specifica azione di monitoraggio mirata a stimolare un impegno concreto e diretto alla nuova occupazione.
  • Semplificazione burocratica delle procedure e potenziamento delle attività di monitoraggio e controllo al fine di permettere la corretta esecuzione delle attività anche attraverso accordi con altre istituzioni di vigilanza, garantendo così il corretto uso delle risorse pubbliche.
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