La Regione presenta il Bilancio 2020, Zaia: «Veneto unica regione tax free»

Il Governatore del Veneto ha presentato il bilancio di previsione 2020, l’ultimo della decima legislatura e il decimo della sua presidenza. Un bilancio che misura circa 17 miliardi di euro

Il bilancio di previsione della Regione Veneto per il 2020, presentato martedì 5 novembre dal presidente Luca Zaia al Consiglio veneto, ammonta a 17 miliardi di euro: tolte le partite contabili e quelle di giro, la manovra finanziaria per il prossimo anno ha un valore complessivo di circa 12 miliardi di euro, di cui 9,6  impegnati per la tutela della salute, cioè per finanziare il fondo sanitario regionale e di quello sociale.

Oltre alla salute, la voci principali di spesa sono rappresentate dalle risorse destinate ai servizi istituzionali e alla gestione della macchina regionale (507 milioni), trasporti e alla mobilità (626,5 milioni), politiche per lo sviluppo economico e la competitività (236,9 milioni di euro), politiche per il lavoro e la formazione professionale (211 milioni), il settore primario (146,3 milioni per agricoltura, agroalimentare e pesca), politiche per il territorio e all’ambiente (144,1 milioni), relazioni internazionali (84,8 milioni di euro,  politiche sociali e per la famiglia (73,4 milioni), istruzione e politiche per il diritto allo studio (59 milioni), territorio ed edilizia abitativa (44,6 milioni), turismo (16,6 milioni), cultura (13,5 milioni), giovani, sport e tempo libero (25 milioni), protezione civile (10,8 milioni) e alle politiche per l’energia e la diversificazione delle fonti energetiche (9,3 milioni). Per le politiche regionali le risorse propriamente dedicate ‘a libera destinazione’ ammontano al 7 per cento del totale, vale a dire a 1213 milioni di euro, in continua contrazione rispetto ai 1617 milioni del 2010. Andranno a finanziare il funzionamento di organi, sedi e dipendenti della regione e degli enti partecipati, la quota di cofinanziamento regionale dei fondi comunitari (65 milioni), il contributo alle rette delle scuole materne e degli asili nido (31 milioni), il sistema della formazione professionale (24 milioni), la prevenzione idrogeologica e la riduzione del rischio idraulico (20 milioni), la spesa per le funzioni non più svolte dalle Province (dagli assistenti ai disabili sensoriali al personale dei servizi per l’impiego),  il ‘portafoglio’ di spesa ‘cash’ degli assessorati (una cinquantina di milioni in tutto), i fondi di riserva, gli oneri dei debiti contratti in precedenza, nonché alcune spese di investimento, come i 36,7 milioni di risorse proprie che la Regione ha deciso di impegnare già dal prossimo anno per la realizzazione dei Giochi invernali del 2026 a Cortina e Milano. Infine gli investimenti: grazie al comportamento virtuoso della Regione, che negli anni ha progressivamente contratto il ricorso al debito (dai 2,4 miliardi di debito autorizzato nel 2010 ai 756 milioni dello scorso anno), per il 2020 si potranno accendere nuovi mutui per investimenti per un valore complessivo di 63 milioni: 20,50 andranno a finanziare i Giochi olimpici del 2026, 15 gli interventi contro il dissesto idrogeologico, 12,5 gli adeguamenti della rete viaria, 10 la mobilità e la sicurezza stradale, e infine 5 lavori pubblici di particolare urgenza.

Il commento del Governatore Zaia

«Il Veneto è l’unica regione in Italia ‘tax free’, che ha rinunciato  ad applicare ai contribuenti  l’addizionale regionale Irpef e i super ticket in sanità. Una scelta che pesa per un miliardo e 219 milioni di euro l’anno sul bilancio della Regione, ma che è stata provvidenziale perché ci ha imposto una robusta cura dimagrante. Abbiamo preferito recuperare al massimo in efficienza ed efficacia, perseguendo razionalizzazione e buona gestione della spesa pubblica, piuttosto che mettere le mani nelle tasche dei cittadini e delle imprese». Infine Zaia ha ricordato come, nonostante le risorse a libera destinazione siano in costante contrazione, la Regione continui a confermare e a finanziare con risorse proprie spese peculiari e distintive del sistema veneto: «dai 31 milioni per le scuole materne e i nidi, altrimenti 84 mila bambini veneti non avrebbero diritto alla scuola dell’infanzia, 24 milioni per i centri di formazione professionale, che garantiscono un’occupazione a circa 20 mila giovani veneti».

Opposizioni all'attacco

«Questa è una legislatura condizionata dal combinato disposto Autonomia-Veneto Tax Free che non ha portato grossi benefici ai nostri cittadini. Sul primo punto siamo un po’ più lontani perché aver agitato 16 miliardi di un fantasioso residuo fiscale ha creato più problemi che soluzioni, sul secondo le conseguenze le subiscono sulla propria pelle ogni giorno gli inquilini degli alloggi popolari che si vedono aumentare il canone con la nuova legge, gli universitari costretti a pagarsi libri, studi e trasporti, le famiglie che devono mettere un proprio caro in casa di riposo o i figli all’asilo nido con le rette alle stelle. I soldi dovevano arrivare dall’autonomia, ma non è andata così. E quindi per tutti loro, e sono la maggioranza, il Veneto non è assolutamente Tax Free». Queste le parole del capogruppo del Partito Democratico Veneto, Stefano Fracasso, commentando in aula il Defr dopo l’intervento del presidente Luca Zaia. «Per quanto riguarda l’autonomia leggiamo oggi con favore che il nuovo quadro si regge sui costi standard, dopo che ci era stato bocciato un emendamento in tal senso, e Lea. Se non fossero arrivati progetti fantasiosi con richieste assurde forse le polemiche sulla secessione dei ricchi ce le saremmo risparmiate”, ha aggiunto Fracasso, chiedendo poi un maggior coinvolgimento dell’aula. “È una questione dei veneti e non del presidente, il Consiglio ha votato una legge in tal senso e la risposta di Zaia sullo stato delle trattative non può essere ‘il Pd chieda al suo ministro’». Il capogruppo dem si è poi soffermato sul Veneto Tax Free attaccando la Giunta. «In realtà è così solo per i ricchi. Non per gli inquilini delle case popolari, studenti, famiglie in difficoltà che si trovano con sempre meno servizi e a prezzo più caro. Zaia ha ammesso che forse è il caso di pensare a una tassa dedicata: evidentemente si è accorto che la Tax free ha pesato esclusivamente sulle tasche dei meno abbienti. La risposta per tutto finora è stata ‘non ci sono soldi’, fin quando non è arrivato il concessionario della Pedemontana e nel giro di 24 ore sono comparsi 300 milioni a mutuo, spostando oltretutto il rischio di impresa sulle spalle del pubblico».

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