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Giovedì, 30 Maggio 2024
Economia Centro / Riviera Garibaldi

Nuovo Regolamento europeo sull’IA, il Prof. Moro: «In futuro avrà un forte impatto anche sul sistema giustizia»

A “Giurisprudenza 2.0” le nuove sfide in materia di tecnodiritto, informatica giuridica e tutela dei diritti in Internet

"AI Act alla prova - Temi e problemi del nuovo regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale". È questo il titolo dell’appuntamento su tecnodiritto, informatica giuridica e tutela dei diritti in Internet organizzato dall’Università degli Studi di Padova - Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto – e AIGA Treviso (Associazione Italiana Giovani Avvocati) che si è tenuto ieri a Palazzo San Leonardo a Treviso, sede del corso di “Giurisprudenza 2.0”. Ospite d’eccellenza l’avvocato Luca Visaggio quale Direttore dell’Ufficio Affari Legislativi del Parlamento Europeo e, dunque, tra i principali esperti in materia. Presenti all’incontro, di fronte ad una folta platea di studenti e professionisti del settore, il Prof. Paolo Moro (Presidente del Corso di laurea in Giurisprudenza 2.0), i Professori Claudio Sarra, Paolo Sommaggio e Maurizio Bianchini (Università degli Studi di Padova) e gli avvocati Paolo Zampolini, Valentina Billa e Marco Mancini.

Durante la conferenza si è dibattuto per la prima volta di AI Act, ovvero il rivoluzionario regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale approvato definitivamente dal Parlamento Europeo nei giorni scorsi e destinato ad entrare in vigore nel corso dei prossimi anni. Un atto che pone l’Europa all’avanguardia nell’ambito del dibattito mondiale su benefici, limiti e rischi dell’Intelligenza Artificiale, una prima legge al mondo destinata ad avere una portata anche superiore a quella del GDPR, il regolamento europeo in tema di privacy. Proprio per questo l’evento è stato caratterizzato da numerosi interventi di esperti relatori che hanno messo in luce gli aspetti positivi e le nuove problematiche giuridiche che si origineranno dall’applicazione di questa pionieristica innovazione legislativa che avrà un impatto significativo sul sistema giustizia. In particolare, si sono affrontati argomenti quali le questioni etiche, legali e di sicurezza dell’AI Act, oltre alla necessità o meno di supervisione umana, di trasparenza nei processi decisionali, di valutazione continua della performance e di gestione attenta dei dati utilizzati per l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale.

«Durante il simposio abbiamo presentato in anteprima i primi risultati degli studi del nostro gruppo di ricerca di Informatica giuridica, dal momento che anche aziende, Amministrazioni pubbliche ed Enti del terzo settore dovranno presto elaborare policy adeguate e attività conformi al nuovo AI Act europeo» spiega il Prof. Paolo Moro. «L’impatto del nuovo AI Act dell’UE avrà nel futuro notevole importanza sia per avvocati che giudici i quali, all’interno del loro ambito professionale, utilizzeranno sicuramente sistemi di intelligenza artificiale molto evoluti per elaborare atti giudiziali, come le versioni avanzate di ChatGPT – conclude - Infatti, il nuovo Regolamento indica come ad alto rischio i sistemi di AI di ricerca, interpretazione e applicazione del diritto nell’attività giudiziaria».

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