Edilizia e manifattura, in Veneto ripartono 81mila imprese

Nei due settori tornano al lavoro 503100 persone. La Cna del Veneto: «Pronti a sperimentare protocolli per l'apertura anticipata di operatori del benessere e ristoratori»

Fase 2, da oggi lunedì 4 maggio in Veneto sono tornate operative 80.809 imprese tra manifatturiero (33.471) ed edilizia (47.338). Si tratta di oltre il 30% del totale (235. 379) di quelle sospese in regione per effetto delle misure di contenimento da Covid-19.

I dati fanno riferimento all'indagine condotta dal Centro studi sintesi di Mestre per la Cna del Veneto. Sul posto di lavoro, nel rispetto dei protocolli di sicurezza da lunedì sono tornati al lavoro 503.100 persone di cui 400.552 addetti del settore manifatturiero e 102.548 del comparto edilizio. «Si tratta di una buona notizia per dei settori strategici della nostra economia – dichiara il presidente di Cna Veneto Alessandro Conte – asset che dobbiamo alimentare affinché possano contribuire a una seppur lunga e difficile ripresa». I dati relativi alla compromissione del fatturato in relazione ai due mesi appena trascorsi parlavano infatti di una media del 9% generale e più nel dettaglio del 10% per la manifattura e dell'11% per l'edilizia. Oltre alla ripartenza di questi settori però la Cna del Veneto torna ad accendere i riflettori sui servizi relativi alla salute e al benessere, oltre che della ristorazione, per i quali esistono ben poche certezze: «Si tratta ora – dice il segretario della Cna del Veneto, Matteo Ribon - di far sì che anche gli altri possano tornare a lavorare. All'evento social #riaccendiamolebotteghe di Cna Nordest (Vento, Trentino e Friuli Venezia Giulia) hanno aderito circa 13mila e 500 attività tra parrucchieri, estetisti, tatuatori delle sette province del Veneto. Un'accensione della luce simbolica che ha ribadito con forza la voglia di questi operatori del benessere di ripartire, potendo garantire la sicurezza necessaria a contrastare il contagio. Da parte nostra siamo al lavoro per farli ricominciare: siamo pronti infatti a sperimentare i protocolli di sicurezza già sviluppati per far sì che la ripresa, anche per loro, sia antecedente alla data del 1 giugno. Partiamo dal presupposto che ogni giorno di apertura anticipata è comunque una conquista utile a mantenere l'equilibrio tra economia e tutela della salute».

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