Rinnovo contratto provinciale agricoli, sindacati contro associazioni di categoria

E' scaduto ormai da sette mesi il contratto di oltre 20mila addetti del settore agricolo e florovivaistico trevigiano. Le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil chiedono chiarezza

Sono almeno 20mila gli addetti del settore agricolo e florovivaistico trevigiano per la maggior parte lavoratori stagionali e avventizi in attesa del rinnovo del contratto collettivo provinciale di secondo livello, scaduto ormai da sette mesi. A rilevarlo sono le sigle di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil della Marca che, a seguito di una trattativa che non decolla chiedono alle controparti datoriali maggior senso di responsabilità e impegno per arrivare in tempi brevi al rinnovo e dare dignità ai lavoratori.

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In attesa di scadenza, già lo scorso settembre 2019 i sindacati del settore primario hanno presentato alle associazioni di categoria la piattaforma di rivendicazioni per aprire il tavolo di confronto e rivedere le parti economiche e normative del contratto provinciale siglato nel 2016 e rinnovarlo per i prossimi quattro anni. «Adeguamenti salariali e giuste regole che mirano dare valore a un comparto d’eccellenza ma drammaticamente troppo soggetto a fenomeni di sommerso e di caporalato, nonché a carenze nella sicurezza e formazione - puntualizzano Rosita Battain (Flai Cgil), Andrea Meneghel (Fai Cisl) e Michele Gervasutti (Uila Uil). Un rinnovo contrattuale è cosa seria e seriamente è necessario condurre la trattativa - continuano i segretari generali -; non è ammissibile che, per un settore che non si è mai fermato nel corso dell’emergenza sanitaria, non si voglia tracciare un responsabile percorso di confronto e arrivare quanto prima al rinnovo del contratto provinciale - richiamano le controparti i Sindacati di categoria -. Dopo diversi incontri non ci sono stati passi in avanti nella trattativa. Quello agricolo e florovivaistico è un settore che conta oltre 20mila addetti in provincia, un esercito quello degli stagionali che nel corso dell’anno si alternano nel lavoro sulle diverse culture delle quali il territorio trevigiano è vario e ricco. Un settore d’eccellenza fatto per la maggior parte di piccole e piccolissime aziende - sottolineano Battain, Meneghel e Gervasutti - che merita la giusta attenzione da parte delle rappresentanze imprenditoriali e al quale va dato valore attraverso il lavoro. Sul tavolo abbiamo posto importanti punti - aggiungono i sindacalisti -: dalle premialità legate ai livelli produttivi e agli obiettivi alla flessibilità fino alla revisione degli inquadramenti contrattuali, dalla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’istituzione e nomina della figura del Rappresentante territoriale dei lavoratori per la Sicurezza, alla lotta al caporalato e al sommerso, condotta anche attraverso l’adozione di nuove regole, come la proporzione obbligatoria tra la durata del contratto a termine, che rappresenta circa il 90% della tipologia contrattuale in essere tra gli stagionali, e le giornate minime lavorate. Ma poi anche Agricoltura 4.0 e formazione. Se l’agricoltura nella Marca è un comparto in crescita, traino all'economica e un’eccellenza, come anche dimostrato dal conferimento di Patrimonio Unesco per le colline del prosecco - concludono Battain, Meneghel e Gervasutti -, allora è senso di responsabilità dare dignità e valore al lavoro che ci sta dietro. Per questo chiediamo alle associazioni di categoria che siedono al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto provinciale maggior impegno costruttivo per quello che dovrebbe essere un obiettivo comune.

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