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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Economia

San Valentino stregato per il commercio trevigiano: pochi incassi e rassegnazione

Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite: «Bisogna sviluppare, in sinergia con le Amministrazioni locali, progetti per incentivare il consumo di vicinato quotidiano»

Pochi affari e molti spunti di riflessione all’indomani della festa di San Valentino, tanto che per molte attività solitamente coinvolte dal mercato che gira intorno alla festa degli innamorati gli affari sono stati così risicati da far addirittura scegliere, in alcuni casi, la chiusura totale. "Dopo l’euforia di molte Amministrazioni comunali, soprattutto dei grossi centri storici, che gioivano per la forte presenza di cittadini e turisti nel weekend del 11-13 febbraio abbiamo voluto testare il polso della situazione dei nostri associati per capire se i numeri di presenze nelle città si è poi tramutato in un reale incremento degli incassi, tanto da invogliare le attività a tenere aperto anche in giornate in cui normalmente sarebbero state chiuse. Da Treviso a Venezia, da Vicenza a Belluno la risposta è stata pressoché unanime e trova la sua dimensione nei dati qui sotto riportati, che rispecchiano l’andamento del lavoro nelle nostre attività di commercio, pubblici esercizi, servizi alla persona". A dirlo è Andrea Penzo Aiello, Presidente di Veneto Imprese Unite.

Ristorazione bar:

-38% degli associati ha deciso, in virtù delle prenotazioni quasi nulle e dei miseri incassi delle settimane precedenti, di tenere chiusa l’attività lunedì 14 febbraio.

-8% degli associati ha invece deciso di provare comunque ad aprire, nonostante non fosse arrivata nessuna prenotazione, sperando in qualche avventore di passaggio.

-23% dei ristoratori e baristi hanno aperto in virtù di prenotazioni a riempire circa il 20% della capienza massima consentito dalla normativa.

-4% invece è riuscito a servire fino al 40% degli avventori normalmente avuti precovid.

-19% è il dato di chi è riuscito a riempire fino al 60% della propria capienza.

-4% sono i locali che sono riusciti a riempire fino ad un 80%

-4% delle attività di VIU, infine, sono riuscite ad arrivare fino al 100% dei propri coperti disponibili.

Commercio:

-58% degli associati commercianti, gioiellieri, fioristi hanno dovuto fare i conti con un mercato completamente fermo, senza nessun picco di lavoro mirato a San Valentino sulla coda di un drammatico mese di saldi invernali mai realmente incisivi.

-17% quelli invece che nonostante un gennaio/febbraio sottotono rispetto al normale sono riusciti ad avere un timido picco grazie all’avvicinarsi della festa.

-17% delle attività che rappresentiamo hanno visto confermare il trend positivo che già faceva ben sperare negli ultimi mesi.

-8% sono invece quelli soddisfatti del picco di lavoro dell’ultima settimana che fa ben sperare in attesa della nuova stagione.

Servizi alla persona:

-60% dei centri che fanno parte di VIU ha purtroppo verificato un andamento del lavoro a singhiozzo per tutto l’ultimo periodo, e anche in questi giorni pre San Valentino le agende degli appuntamenti contavano numerosi buchi tra le prenotazioni.

-40% invece gli associati che hanno già ripreso a regime da qualche mese, e sono riusciti a riempire di appuntamenti anche l’ultimasettimana.

-0% significativo invece il dato di chi ha deciso di fare richiesta per aperture straordinarie (domenica e lunedì), ovvero i giorni a ridosso della festa, prassi che si era invece consolidata precovid.

"Una situazione sicuramente preoccupante, soprattutto alla luce dei recenti aumenti delle materie prime e delle utenze. È ora necessario che le forze di tutti, imprenditori e amministrazioni comunali, siano volte a strutturare azioni che permettano di favorire non solo la fruizione dei territori, ma anche l’accesso alle attività commerciali che costruiscono il tessuto economico dei comuni stessi - continua il presidente - Non basta più infatti organizzare eventi che portino in città decine di migliaia di persone (nei fine settimana) ma servirà ampliare il dialogo tra amministrazioni e associazioni di categoria affinché si sviluppino in sinergia progetti per incentivare il consumo di vicinato quotidiano. Solo così, e con il dissiparsi di un ormai costante clima di terrore ed incertezza economica, si darà modo all’utente finale di tornare a vivere e soddisfare i propri bisogni nei nostri territori, sia nel quotidiano che nei momenti di possibile picco lavorativo come i saldi o la festività di San Valentino" chiude Penzo Aiello.

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