Caos alla Sirti: l'azienda disdetta l’integrativo, i lavoratori bloccano reperibilità e percorrenze

La situazione, all'interno della sede aziendale di Mareno di Piave, si fa sempre più calda

“Giovedì, in tarda serata, la Sirti Spa ha inviato alle organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm, disdetta dell’integrativo sottoscritto in data 31 ottobre 2017. La Sirti non solo lo fa in maniera unilaterale, ma lo disdetta solo nelle parti che riguardano pezzi di salario delle lavoratrici e dei lavoratori, nella parte che riguarda il PDR e nella parte del ticket pasto meridiano, mantenendo la parte relativa alla geolocalizzazione". A dichiararlo, in una nota congiunta, i coordinatori nazionali del Gruppo: Marco Giglio della Fim-Cisl, Rosita Galdiero della Fiom-Cgil e Michele Paliani della Uilm-Uil.

"Tutto questo l'azienda lo fa nel momento più delicato di una trattativa che ci vede ragionare su un nuovo piano sociale, dove la proposta aziendale è stata ritenuta inaccettabile proprio perché, tra le altre cose, ci chiedevano una deroga all’integrativo nella parte del ticket pasto meridiano che l'azienda avrebbe voluto portare da 13,50 a 8 euro e l'aumento delle percentuali di solidarietà, fino a un picco massimo individuale del 50%, fino all'abbassamento dell'incentivo per il lavoratori che raggiungerebbero i requisiti pensionistici attraverso la Naspi".

"Alla nostra risposta di non voler derogare all’integrativo, dove da una parte si chiedono ulteriori sacrifici alle lavoratrici e ai lavoratori e, dall'altra, si partecipa a tavoli di trattative su interessamenti e/o acquisizioni di altri pezzi di società operanti nel mercato delle installazioni, nonché all'assunzione di nuovo personale, hanno pensato bene di disdettarlo. Fim, Fiom e Uilm nel ribadire che il piano sociale iniziato nel 2019 fissava dei punti per loro imprescindibili, vale a dire l'estensione massima della platea dei lavoratori da coinvolgere, per non avere il picco di 50% di solidarietà su ciascun lavoratore, l'abbassamento della platea interessata dall'esubero, un piano sociale che non può prevedere la disdetta dell’integrativo nella parte che prevede salario per i lavoratori, un pezzo di salario che i lavoratori hanno conquistato con fatica attraverso un integrativo siglato due anni fa, che non veniva rinnovato da oltre quindici anni. È per queste ragioni che Fim, Fiom e Uilm proclamano fin da ora lo stato di agitazione con il blocco della reperibilità e delle percorrenze a partire dal mese di settembre” concludono i sindacalisti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: cos'è il saturimetro e perchè potrebbe salvarti la vita

  • Neve e vento forte, scatta l'allerta meteo in Veneto

  • Natale e Capodanno: trovato il modo per festeggiare

  • Una settimana di agonia dopo il malore, morto Remo Sernagiotto

  • Festa in casa con 42 persone, vicini chiamano i carabinieri

  • Festa nel locale con 120 persone: blitz di polizia, polizia locale e carabinieri

Torna su
TrevisoToday è in caricamento