Radicchio Igp, al via la nuova stagione con semina e piantumazione

A partire da metà luglio arriveranno nei campi le piantine. Manzan: "No al fai da te. Solo il rispetto del disciplinare IGP garantisce quello standard di qualità sempre più richiesto dal mercato"

E' partita in questi giorni la semina del Radicchio di Treviso Tardivo e dal 20 luglio a metà agosto le piantine arriveranno in campo, sperando in una buona stagione climatica.

In provincia di Treviso sono 17 i Comuni dove, da disciplinare UE, è possibile coltivare l’originale Radicchio Rosso IGP e la terra è ormai pronta per accogliere le nuove piantine.

La buona pratica agronomica prevede una rotazione triennale delle colture, per preservare le preziose coltivazioni da muffe e insetti dannosi. Dopo la concimazione con abbondante sostanza organica naturale, si procede ad una aratura superficiale e si passa all’erbicatura e alla fresatura. Dopo due anni d’attesa e già quattro passaggi di lavorazione, la terra è pronta ad accogliere il Radicchio.

La semina viene effettuata dopo il primo luglio, in luna calante, in vivaio. Dal 20 luglio fino alla metà di agosto si procede alla piantumazione in campo aperto con trapiantatrici semi-automatiche. Le piante migliori vengono quindi piantate in vaso e riportate in campo, tra aprile e maggio, per dar luogo alle belle fioriture blu, protette da teli anti-insetto.

 “Così nasce il Radicchio di Treviso IGP che poi seguirà le regole di raccolta e imbianchimento, con forzatura in acqua di falda, secondo il rigoroso disciplinare. Perché il vero Radicchio – spiega Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela – non può contemplare il fai da te, deve seguire le tecniche di una agricoltura professionale che consenta di mantenere ai massimi livelli la qualità del prodotto. Solo così potremo conquistare nuove fette di mercato”.

Ed è proprio la buona pratica degli agricoltori del Consorzio ad aver fatto sì che si selezionassero diverse varietà del prezioso Radicchio Tardivo: da quelle molto resistenti al freddo di febbraio a quelle a maturazione più lenta. In questo modo le imprese agricole associate riescono ad organizzare la propria produzione per essere sul mercato tutta la stagione.

Sulla stagione 2013/2014 pende però l’incognita climatica: “Lo scorso anno – ricorda il presidente - siamo stati penalizzati da un’estate torrida che ha fatto schizzare i costi di produzione per la necessaria irrigazione e poi da un dicembre, mese in cui si ha il picco di richiesta del mercato, così piovoso da impedire la raccolta in campo. Da gennaio fortunatamente ci siamo riallineati sia per prezzo che per quantità. Ora, dopo le abbondanti piogge durate fino a giugno - conclude - fortunatamente il buon tempo ha consentito una adeguata preparazione dei terreni”.

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