Economia

Stalle venete allo stremo, l'assessore Pan: "Convocare urgentemente un tavolo di crisi"

L'assessore all'agricoltura, Pan: "Oggi il prezzo del latte non remunera nemmeno i costi di produzione. E' preferibile lasciare i soldi nelle tasche degli allevatori"

TREVISO “La situazione della zootecnia veneta è drammatica, le proposte che il ministro Martina ha illustrato ai rappresentanti delle Regioni rappresentano solo un minimo aiuto, ma non sono sufficienti per salvare il comparto. Al ministro ho chiesto di rivedere la legge 91/2015 e di cancellare il fondo per interventi nel settore lattiero caseario. La Regione Veneto chiede al governo italiano di versare alla UE solo le somme dovute a titolo di prelievo, 30 milioni,  per il pagamento delle multe per lo splafonamento delle quote latte e di lasciare invece ai produttori i 73 milioni del prelievo per finanziare interventi a favore del settore lattiero caseario”. E’ quanto dichiara l’assessore all’agricoltura della regione Veneto, Giuseppe Pan, dopo l’incontro svoltosi oggi al ministero per le politiche agricole sulla crisi europea del latte.

Per l’assessore “E' preferibile lasciare i soldi nelle tasche degli allevatori, anziché creare una complicata partita di giro per istituire un fondo nazionale di dubbia efficacia. Al ministro ha chiesto, inoltre – prosegue Pan - di convocare urgentemente un tavolo di crisi per rivedere la metodologia di indicizzazione del prezzo del latte. Le 3300 stalle del Veneto sono allo stremo, non possono continuare a produrre in perdita, visto che oggi il prezzo del latte non remunera nemmeno i costi di produzione”.

«Continuo a chiedere un prezzo più equo per il latte prodotto dagli allevatori italiani, oltre che l'etichettatura obbligatoria che ne garantisca la provenienza. Non posso che unire la mia voce a quella degli allevatori trevigiani che si sono ritrovati lunedì a Paese, sottolineando quanto ormai sia insostenibile la loro situazione». Lo afferma la senatrice di “Fare!” Patrizia Bisinella dopo la protesta di lunedì scorso in provincia di Treviso ed alla luce delle nuove iniziative annunciate dalle aziende agricole. «Gli allevatori minacciano di non pagare più le tessere alle associazioni sindacali che dovrebbero tutelarli garantendo loro un prezzo di vendita più congruo rispetto ai costi di produzione – prosegue Bisinella - È ovvio che se si continuerà a non far nulla lasciando che le aziende si trovino a produrre ad un costo di 40 centesimi al litro, rivendendo in perdita il latte a 32 centesimi, per questo settore non può esserci più futuro. È paradossale inoltre che si continui a non porre dei limiti all’importazione del latte dall’estero che ha prezzi più competitivi grazie agli interventi statali ammessi in altri paesi; si favorisce l’accesso di prodotti a costi inferiori a quelli italiani. Capisco la frustrazione degli allevatori, hanno ragione a dire che non si sentono né giustamente rappresentati dalle associazioni di categoria, né tutelati, a differenza di quanto avviene per altri settori. La situazione così non può continuare. Tutte le iniziative parlamentari che ho finora intrapreso non hanno avuto nemmeno risposta, ma non smetterò di battermi al loro fianco fino a che non si arriverà a una giusta considerazione».

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