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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

Superbonus 110%, Confartigianato: «Bene la proroga ma serve vigilare»

Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana commenta il prolungamento del bonus al 2023: «Chiediamo al Governo di scongiurare manovre speculative sulle materie prime»

«Innegabile la soddisfazione per la proroga al 2023 del superbonus decisa in Consiglio dei Ministri, ma confidiamo diventino strutturali tutti i bonus e le detrazioni (facciate, ecobonus, sismabonus e ristrutturazioni). Inoltre, chiediamo al Governo di vigilare e scongiurare manovre speculative sulle materie prime. Vanno messi in atto meccanismi per calmierare i prezzi, come è stato fatto per l’energia elettrica e il gas. Il rischio è di tirare il freno a mano dell’edilizia, storicamente il comparto capace di trainare la ripresa, tanto più in questa fase della pandemia. In Veneto solo il 6,6% degli edifici sono condomini e già valgono il 29% degli investimenti: oltre 528mila euro l’importo medio dell’intervento. Grazie alla proroga avranno il tempo necessario di approvare i lavori in assemblea, assicurando così che tutta l’attività propedeutica già svolta non si riduca a un fuoco di paglia, deleterio per le nostre imprese e inutile per la ripresa del settore».

Nella Marca sono 11.105 le imprese attive nei settori costruzioni, impianti e legno che, da sole, valgono metà di tutte le imprese artigiane. Il settore occupa in provincia oltre 25mila addetti. Nel 2020, grazie al Superbonus, il settore ha sofferto meno di altri la crisi arrivando a un saldo positivo di imprese dello 0,9%, ma molte nubi di addensano sul 2021. L’intervento del Governo, infatti, va a inserirsi in uno scenario tutt’altro che confortante per l’edilizia che soffre, al pari di altri settori, il rincaro delle materie prime, schizzate ormai a prezzi oltre il limite di guardia, a cui si aggiungono le difficoltà di reperimento che rischiano di rallentare, se non di fermare, i cantieri. Gli aumenti sono arrivati a toccare in alcuni casi anche oltre il 100%. In particolare, a giugno 2021, i costi delle commodities non energetiche risultano in crescita del 39,1% su base annua, mentre le attese sui prezzi delle costruzioni ad agosto 2021 balzano ai massimi da settembre del 2004. L’attività di quasi un’impresa su dieci (9%) è ostacolata proprio dalla difficoltà di individuare la disponibilità delle materie prime.

«Nei lavori pubblici abbiamo ottenuto una revisione dei prezzi solo dell’8% per le lavorazioni che rientrano nel rincaro, ma l’ambito privato resta escluso da questo esiguo vantaggio - conclude Bernardi - Non si può inoltre trascurare il tema della manodopera. Mancano figure professionali specializzate. Senza la forza lavoro adeguata e con tutto il personale già impiegato in altri incarichi, per le nostre imprese è impossibile accettare nuove commesse. Per superare queste criticità stiamo definendo con la nostra società di formazione e con la scuola edile di Treviso delle progettualità indirizzate ai giovani che devono scegliere il loro percorso scolastico che riportino fedelmente cosa fa oggi un’impresa edile e di quali strumenti si serve. Non solo cazzuola e martello ma molta tecnologia nelle attrezzature e nei materiali in uso, accompagnati da una forte passione nell’essere protagonisti di un progetto corale che si concretizza nella realizzazione di ambienti in cui le persone lavorano e vivono».

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