Lunedì, 17 Maggio 2021
Economia

Tasse, pioggia di scadenze a fine anno. Imprese, una ogni 2 giorni

La Cgia ha calcolato almeno un centinaio di imposte che gravano sui contribuenti italiani. La prossima "ondata" costerà 91 miliardi

VENEZIA — Tra novembre e dicembre le aziende italiane chiamate a versare più di 91 miliardi di euro di tasse. Tra le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori familiari, quelle dei lavoratori autonomi, acconti Irap, Ires, l’Iva, l’ultima rata dell’Imu e della Tasi: oltre 25 le scadenze fiscali per le imprese italiane. Un vero e proprio bagno di sangue, una scadenza ogni due giorni stando ai calcoli della Cgia di Mestre. “Una pioggia di scadenze - fa notare il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – che potrebbe mettere in seria difficoltà moltissime piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità. Un periodo, quello di fine d’anno, molto delicato per le aziende: oltre all’impegno con il fisco devono corrispondere anche le tredicesime ai propri dipendenti. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico costituirà  un vero e proprio stress test”.

QUANTE SONO LE TASSE?  Tra addizionali, bolli, canoni, cedolare, concessioni, contributi, diritti, imposte, maggiorazioni, ritenute, sovraimposte, tasse e tributi, l’Ufficio studi della CGIA ne ha contate un centinaio. 

LE TASSE PIU’ “CURIOSE” Spulciando l’elenco segnaliamo l’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale (in buona sostanza una tassa sulla tassa), l’imposta provinciale di trascrizione (che continuiamo a pagare alle Province quando acquistiamo un’auto nuova), l’imposta sulle riserve matematiche (tassa in capo alle società di assicurazione) e le sovraimposte di confine sui gas, gli spiriti, i fiammiferi, i sacchetti di plastica non biodegradabili, la birra  e gli oli minerali. Di fatto sono delle imposte doganali che le aziende importatrici/esportatrici di questi prodotti versano al fisco italiano.  

Nonostante siano tantissime e molte di loro siano sconosciute ai più, il gettito, invece, si concentra su pochissime voci. Le prime 10 imposte  - Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta sugli oli minerali, Imu, imposta sui tabacchi, addizionale Irpef regionale, ritenute sugli interessi e altri redditi da capitale e l’imposta sul lotto – hanno garantito nel 2013 oltre l’83 per cento del gettito tributario. Per l’anno in corso, fa sapere la Cgia, tra imposte e tributi lo Stato e le Autonomie locali incasseranno 487,5 miliardi di euro. Se aggiungiamo anche i contributi sociali, pari a poco più di 216 miliardi, nel 2014 il gettito fiscale complessivo sfiorerà i 704 miliardi di euro. Una cifra da capogiro.

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