menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Crisi, metà dei trevigiani lascia l'automobile in garage

Complice la crisi e il caro carburante, metà dei trevigiani preferiscono lasciare l'automobile in garage e tagliare il bidget per le vacanze

Con l'acuirsi della crisi economica e il lievitare dei prezzi, i trevigiani stanno cambiando le proprie abitudini, soprattutto in materia di trasporti.

Secondo il rapporto trimestrale dell'Osservatorio provinciale di Confcommercio Treviso, la metà dei trevigiani ha dato un taglio agli spostamenti in auto.

La contrazione delle spese riguarda anche le vacanze, per le quali i trevigiani si sono dati un budget più ridotto rispetto al solito, e gli acquisti impegnativi, rimandati a tempi migliori.

Dal rapporto, presentato oggi dal presidente di Unascom Guido Pomini, emerge una contrazione generalizzata tanto delle vendite quanto del fatturato. Il 69 per cento degli operatori commerciali trevigiani hanno constato un calo delle vendite nell'arco di 12 mesi, sia tra i piccoli commercianti che per la grande distribuzione. Solo il 7 per cento ha riscontrato una lieve crescita.

Fra i settori più colpiti dalla diminuzione dei consumi c'è, appunto, il segmento automobilistico, dove il business è calato del 17 per cento in un anno.

Fra i consumatori inizia a diventare chiara una tendenza "adattiva", cioé di migliore adeguamento degli acquisti a propri reali fabbisogni e, quindi, di riduzione degli sprechi.

Tuttavia nel rapporto dell'Osservatorio provinciale di Confcommercio Treviso vengono evidenziati anche aspetti apparentemente contrastanti, come un rapporto positivo tra le nuove aziende e quelle che hanno chiuso l'attività, con un prevalere delle prime, e una "tenuta" dei consumi grazie, soprattutto, ai risparmi familiari.

 "Quello che avevamo pensato come una crisi - ha osservato Pomini - in realtà è diventato un cambiamento dello stile di vita. Nell'alimentare, ad esempio - ha proseguito - è diventata più frequente di un tempo la tendenza alle piccole spese sotto casa, in negozi raggiungibili magari in bicicletta o con il mezzo pubblico, piuttosto che al gran carrello nei grandi centri commerciali".

"Un modo - ha concluso Pomini - che permette anche di acquistare ciò che veramente serve e non anche, per 'trascinamento', beni che non di rado scadono e vengono gettati".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Casa

Ammoniaca vs Candeggina: chi uccide meglio i germi?

Attualità

Roncade: messo in vendita il centro commerciale Arsenale

Attualità

Covid alle superiori: «Metà dei contagi non è avvenuta a scuola»

Attualità

Scuola elementare "Ancillotto": «In isolamento tutte le classi»

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Raid nella notte, negozio islamico dato alla fiamme

  • Cronaca

    Accesso abusivo alle banche dati, finanziere arrestato

  • Attualità

    Asolo, malore sul lavoro: dipendente comunale muore a 44 anni

Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Meteo

    Caldo anomalo nella Marca: «Da sabato temperature in calo»

  • Aziende

    «Positiva la scelta di istituire un ministero per la disabilità»

Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento