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Importazione di prodotti stranieri, Coldiretti: "Duemila posti di lavoro a rischio"

Il presidente Walter Feltrin: “A Treviso verremmo massacrati dalle importazioni di prodotti stranieri nocivi anche per la salute dei consumatori”

TREVISO “Circa 2000 posti di lavoro a rischio non fanno notizia? Sono quelli della zootecnia trevigiana che grazie al prossimo accordo Ceta, trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada, rischiano di vedere calpestata la competitività di un settore che fa della qualità e della sicurezza alimentare un vanto in tutto il mondo”. L’allarme è di Walter Feltrin, Presidente di Coldiretti Treviso che non ci sta a rimanere passivo di fronte a dei pericoli che sembrano così lontani da Treviso che, invece, potrebbero influenzarne lo sviluppo  economico e minare le garanzie ai consumatori come dimostrato dallo scandalo della carne avariata dal Brasile in riferimento alle intercettazioni del maggio 2016 nelle quali il direttore del colosso BRF, finito in carcere, discuteva di tangenti a funzionari pubblici dopo che alcuni carichi di pollame inviati a Genova erano stati bloccati dalle autorita' sanitarie locali per la scoperta del bacillo della salmonella.

“L’accordo del Ceta significa la libera entrata in Europa di generi alimentari prodotti con standard qualitativi che fanno rabbrividire visto che in Canada vengono usate 99 sostanze attive vietate nell’Ue. Gran parte sono molecole risalenti agli anni ‘70 viettate in Europa da circa venti anni – sottolinea Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso – L’accordo ha bisogno dell’assenso di tutti gli Stati membri dell’Ue. Non c’è molto da dire su ciò che dovrebbe fare un Paese che ha a cuore l’agricoltura di qualità e la sicurezza dei consumatori. Diventa urgente che le etichette siano chiare sulla provenienza del cibo che ci prestiamo a consumare e che gli stessi ristoranti e mense riportino nei menù questa informazione”.

Coldiretti Treviso non rimarrà a guardare: “Stiamo pensando a mobilitarci su vari livelli al fine di tenere alta l’attenzione su quella che consideriamo una deriva molto pericolosa – aggiunge il presidente Feltrin -  Quella di Treviso è la prima provincia del Veneto per numero di allevamenti “professionali” di bovini da carne creando un indotto molto importante che a sua volta rischierà di ridimensionarsi”. Dati di produzione bovina nella Marca (Fonte Coldiretti/Veneto Agricoltura/CCiaa).

Le stalle in provincia di Treviso sono 2.500 su 7.100 in Veneto, mentre i capi allevati sono 126.960 su 485.191 in Veneto, tra carni rosse e bianche.  Le aziende agricole professionali ad indirizzo prevalente zootecnia  nella Marca. Carni rosse: 171 allevamenti con circa 50.000 vitelloni con una media di circa 300 vitelloni per azienda. Carni bianche: 113 allevamenti  che allevano complessivamente 40.000 vitelli  con una media di 360 vitelli per stalla.  Gli allevamenti suinicoli professionali sono circa 40 per un produzione censita di 142.550 capi. In termini occupazionali sono circa 1000 gli occupati stabili nelle aziende zootecniche professionali, numero che raddoppia se consideriamo l’indotto sul territorio (macelli, trasporti, tecnici, mangimisti,vendita al dettaglio…).

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