Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Decreto dignità, Confcommercio: "I voucher vanno ridefiniti"

Il presidente di Confcommercio Renato Salvadori: "commercio, turismo e servizi sono in assoluto i comparti dell’economia che hanno maggiore bisogno di flessibilità"

TREVISO Disappunto, dispiacere  e preoccupazione. Ha accolto cosi, anche Confcommercio Treviso, il decreto dignità, convertito ieri in legge. E per spiegarlo ha preso carta e penna ed inviato a tutti gli associati dislocati in provincia una circolare chiarissima nella quale si riserva di valutare “se non sia possibile migliorare ed emendare gli adempimenti più penalizzanti”. “Tra questi”- assicura il presidente di Confcommercio Renato Salvadori- “preoccupa molto la reintroduzione dell’obbligo di indicazione delle causali che espone gli imprenditori a continui rischi di contenzioso legale per il personale.”

Contrarietà. In primis sui voucher, il cui utilizzo è ora consentito unicamente agli alberghi (che occupano fino a 8 dipendenti) e alle altre imprese dell’ospitalità oltre che per le imprese agricole”. I voucher- ribadisce Salvadori- vanno assolutamente ridefiniti, perché commercio, turismo e servizi sono in assoluto i comparti dell’economia che hanno maggiore bisogno di flessibilità. La ristorazione ed i pubblici esercizi in particolare sono la componente occupazionale principale e più di altri comparti hanno bisogno di strumenti. Non precarizzano il lavoro, ma lo regolarizzano, fornendo opportunità di crescita, integrazione di reddito ad importanti fasce di popolazione (studenti ad esempio) e di adeguamento alla domanda del mercato che, per natura, presenta picchi. Fortunatamente, i nostri soci possono comunque contare su un apparato contrattuale frutto delle buone relazioni sindacali concertate nel territorio, ed i nostri uffici, anche nel mese di agosto, restano a disposizione”.

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