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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia

Treviso Capitale italiana della Cultura d’Impresa 2022: «Le filiere sono la chiave della rinascita»

Piovesana: «Un anno in cui celebrare la tradizione e guardare avanti all’industria moderna, sostenibile e inclusiva». Destro: «Occasione unica per dimostrare che è dai territori della cultura d’impresa che può partire la crescita»

Dalle radici antiche del ‘saper fare’ (e scala globale) nella Serenissima al riconoscimento dell’Ocse (“area metropolitana”), ai primati produttivi mondiali nei distretti e filiere del fashion, cantieristica, vino e agrifood, ai paradigmi digitali che cambiano pelle alla manifattura. Un tessuto industriale d’eccellenza innervato da una rete di relazioni produttive e sinergie tanto ampia e profonda da inseminare diffusamente i territori. Padova Treviso Venezia Rovigo è Capitale italiana della Cultura d’Impresa per il 2022, il progetto promosso da Confindustria con il patrocinio del Ministero della Cultura. Non una singola città, dopo Genova e Alba. Ma per la prima volta un’inedita configurazione di area vasta ‘diffusa’, che salda il vertice veneto (con Milano e Bologna) del nuovo Triangolo industriale, in cui i protagonisti sono i territori, i luoghi, le produzioni e le comunità in grado di condividere un’atmosfera imprenditiva e i valori fondanti della cultura d’impresa come chiave di sviluppo e di identità.

Un riconoscimento guadagnato sul campo, in anni di storia industriale fatta di piccole e medie imprese divenute multinazionali, grandi imprese e di filiere made in Italy che ha forgiato un’area unica al mondo per indici economici e sociali forte di un Pil aggregato di 86 miliardi (29.900 euro il Pil pro-capite 2019), oltre 30 miliardi di export (8,7 miliardi l’attivo commerciale), di 325mila imprese attive (5,1% del totale nazionale) e un tasso di disoccupazione al 5,9% (Italia 9,2%). Ma anche di 20mila imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti Green, 760 startup innovative, una economia sociale che issa il Veneto sul podio nazionale (31mila organizzazioni del Terzo settore), 13 milioni di visitatori attratti dall’unicità di arte, storia, cultura, bellezza e natura. E il filo rosso di ben 44 musei e archivi d’impresa che cuce insieme l’area vasta: simbolo di una “memoria che guarda al futuro”, fonde i saperi con l’avanzamento tecnologico, genera orgoglio e appartenenza, innesco per la crescita e la ripartenza.

Raccontare questo enorme patrimonio di contenuti e di valori, la cultura d’impresa come creatività, innovazione, lavoro, benessere diffuso e inclusione sociale, come grande occasione di rinascita (oltre le risorse del Pnrr) nel momento in cui il Paese necessita di nuova energia per rinnovarsi e ripartire, è l’obiettivo di Padova Treviso Venezia Rovigo Capitale della Cultura d’Impresa 2022. Il progetto unitario di Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia-Rovigo, vincitore del titolo assegnato il 6 novembre scorso ad Alba, è stato presentato oggi a Treviso da Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro, Vincenzo Marinese, Presidente di Confindustria Venezia-Rovigo, Maria Cristina Piovesana, Vice Presidente di Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura, Antonio Alunni, Presidente del Gruppo Tecnico Cultura di Confindustria (in collegamento) e da Daniele Marini, Università di Padova, Responsabile Scientifico del progetto Capitale della Cultura d’Impresa 2022.

Sotto il claim evocativo scelto “TerritorImprenditivi”, sarà un anno di oltre 70 eventi già in calendario, incontri, convegni, ricerche e analisi, spazi di riflessione sul fare impresa, stati generali dei distretti, festival, mostre, spettacoli e un palinsesto ‘aperto’ e in progress, grazie all’inedito network e alla partecipazione attiva degli attori pubblici e privati dell’area vasta che sarà il tratto distintivo (Regione del Veneto, Istituzioni ed Enti locali, Camere di Commercio, Università e centri studi, Fondazioni e sistemi museali, Musei d’impresa, Organizzazioni sindacali, Associazioni, Scuole e Consorzi di tutela e promozione, Premi, Teatri). Tra gli eventi di maggiore richiamo il Forum nazionale della Piccola Industria di Confindustria in autunno a Padova. Mentre è partito il countdown per l’evento ufficiale di apertura che si terrà a Venezia in primavera, dal titolo TerritorImprenditivi. (Tutti gli aggiornamenti su www.capitaleculturadimpresa2022.it).

«Il riconoscimento di Capitale della Cultura d’Impresa a questa area vasta nel cuore del Veneto è un motivo di grande orgoglio - dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro - e un’occasione unica per raccontare, ai giovani in particolare, la cultura d’impresa che per noi è innovazione, creatività e responsabilità. Vuol dire partecipare alla vita sociale e guardare al di là del profitto al benessere delle persone e allo sviluppo sostenibile dei territori. In pochi posti al mondo si è riusciti a trasformare il territorio in impresa, grazie a uomini e donne di valore, che con il loro ‘saper fare’ producono valore sociale ed economico. Qui è fortemente radicata la capacità di fare industria, competitiva su scala globale, integrata nella comunità e questo è un valore condiviso e distintivo. L’anno da Capitale guarda al futuro, alla volontà di progettarlo e costruirlo. Rappresenta una grandissima opportunità per tutto il Veneto e per il Paese, soprattutto in questo particolare momento, per dimostrare che è dai territori della cultura d’impresa che può davvero partire la rinascita e il pensiero di una ‘nuova modernità’».

«Con grande soddisfazione, insieme ad Assindustria Venetocentro, presentiamo le iniziative che nei prossimi mesi animeranno la Capitale della Cultura d’Impresa. Un vivo ringraziamento agli autorevoli partner che hanno scelto di credere nel progetto e deciso di sostenerlo - afferma Vincenzo Marinese, Presidente di Confindustria Venezia-Rovigo -. Nel corso di quest’anno racconteremo tante esperienze aziendali, parleremo del lavoro, ci rivolgeremo ai giovani e ascolteremo la loro voce. Noi siamo il ponte tra l’oggi e il domani, pertanto abbiamo una grande responsabilità: consegnare il futuro alle nuove generazioni. Ecco allora che ci attende il compito di trasmettere la vocazione ad intraprendere che ha reso il Nord Est un modello di sviluppo e ha generato benessere a favore del territorio. Nel cuore di un’azienda, del resto, non c’è soltanto il fatturato. C’è il “saper fare”: quel patrimonio di conoscenze costruito nel tempo e realizzato grazie alla cultura del prodotto, all’innovazione, al capitale umano, alla sostenibilità ambientale e sociale. Questi i requisiti che ci consentono di conquistare i mercati e appropriarci del futuro».

«La Capitale della Cultura d’Impresa è un tempo in cui poter tornare indietro, celebrando i grandi nomi fondanti della tradizione imprenditoriale e, allo stesso tempo, guardare avanti, pensando all’industria moderna e al suo rapporto con la società civile - dichiara Maria Cristina Piovesana, Vice Presidente Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura -. Per un anno intero la Capitale della Cultura d’Impresa porta al centro dell’attenzione tematiche che toccano le corde delle imprese e della comunità in cui operano. Perché la cultura d’impresa è un contenitore che permette di osservare l’impresa che agisce in modo responsabile, sostenibile e inclusivo. Protagonista dell’edizione di quest’anno sarà il Veneto orientale, un’area da sempre apprezzata per la sua statura economica, capace di mettere a sistema saperi e know how in modo creativo e innovativo, valorizzando i settori tradizionali nel rispetto dei nuovi paradigmi orientati alla sostenibilità ambientale. Una scelta che mi ha emozionato e riempito di orgoglio, perché in questi luoghi è avvenuta la formazione come donna e come imprenditrice».

«La Capitale della Cultura d’Impresa è una lente di ingrandimento che ci porta vicinissimo ai nostri territori che vivono di industria e di cultura con l’obiettivo di raccontare le piccole e grandi scintille frutto di ingegno, sapienza, tradizioni e innovazione che accendono i motori della vita economica e culturale - sottolinea Antonio Alunni, Presidente del Gruppo Tecnico Cultura Confindustria -.  Padova, Treviso, Venezia e Rovigo renderanno protagoniste le diverse anime del territorio in una combinazione esclusiva di iniziative e attività che continueremo a raccontare per tutto l’anno. Al centro ci saranno le storie delle donne e degli uomini che hanno fatto la storia di queste terre, a conferma che le due voci, quella industriale e quella culturale, nella loro inseparabilità, sono il segno distintivo della crescita competitiva e strategica dell’Italia».

«L’insieme delle iniziative che compongono il progetto “Capitale Cultura d’Impresa 2022” - dichiara il Responsabile Scientifico, Daniele Marini - è connotato da un fil rouge che dà il senso di unitarietà agli eventi, valorizzare l’esperienza imprenditoriale e imprenditiva del territorio e della società delle quattro province. Il progetto mette a fuoco i TerritorImprenditivi, realtà fortemente connesse col luogo di appartenenza, e una cultura imprenditoriale diffusa che alimenta l’economia. L’esperienza storica di un contesto che, a partire dalla Serenissima, ha saputo alimentare un sistema imprenditoriale altamente articolato, fatto di specializzazioni produttive, professionalità e culture del lavoro peculiari. Una “cultura d’impresa” (e del “lavorare”) che affonda le radici nell’economia delle ville venete, arriva agli attuali distretti industriali e alle innovazioni legate al digitale. L’ottica non è “passatista”, ma considera le “radici” per guardare alle prospettive. Perché il domani dipende dalle fondamenta che sono state e sapremo costruire».

Il programma generale

Il programma generale di Padova Treviso Venezia Rovigo Capitale della Cultura d’Impresa 2022 ha come nucleo fondante il Dossier di candidatura che considera fin dalla premessa, la cultura d’impresa come figlia sia di storie individuali, sia della dimensione sociale ed è descrivibile come capacità di innovare, ovvero di anticipare i cambiamenti per assecondarli: è questo il vero lascito culturale di ogni impresa intesa non come fatto privato, bensì come bene sociale.

Le radici della cultura d’impresa veneta vanno ricercate in una rete di luoghi e di comunità formate da uomini e donne intraprendenti. Una “Capitale”, quindi, diffusa, nella quale i protagonisti sono i territori, i luoghi, le produzioni, le persone, la cultura e la storia, riferiti - per necessità di identificabilità e comunicazione - a quattro ambiti produttivi ben definiti e a un quinto trasversale, costituito dai numerosi “distretti” industriali, che comprendono la gran parte delle specializzazioni produttive presenti nell’area vasta di riferimento. I cinque ambiti individuati, che rispecchiano sia territori unici, sia leadership mondiali, sia una ben precisa modalità organizzativa, distrettuale, sono i seguenti:

Cantieristica navale • Venezia, mille anni di manifattura navale dall’Arsenale ai cantieri leader nella costruzione delle moderne navi da crociera.

Calzature e Sistema Moda • Padova, Riviera del Brenta e i mille anni del sistema moda veneto.

Vino e Agrifood • Treviso, cinquecento anni di enologia e di trasformazione del territorio, le Colline del Prosecco Patrimonio Unesco.

Vallicoltura • Delta del Po, mille anni di mestieri e di trasformazione del territorio. Il lavoro dell’uomo e della natura come Patrimonio Unesco.

Distretti industriali • Piccole e medie imprese, atmosfera industriale e coscienza di luogo, una comune esperienza storica, sociale, economica e culturale.

Cinque grandi “contenitori simbolici”, usati intelligentemente e creativamente per dare all’iniziativa non solo un’anima forte e plurale ma anche un’elevata visibilità. Capaci, grazie alla loro formidabile e universale forza evocativa, di essere interessanti e attrattivi per un pubblico ampio, sia esso locale e nazionale, in transito o dall’estero all’interno di territori che esprimono un’elevata vocazione turistica. Cinque ambiti nei quali le persone, il ferro, il legno, la meccanica e la meccatronica, il cuoio, i materiali hi-tech, i tessuti, la terra e il mare vengono esplorati e interpretati per far emergere e promuovere un’insuperata e antica cultura d’impresa.

Le aree tematiche

Per ciascuno dei cinque ambiti produttivi richiamati sono individuate le aree tematiche che costituiranno il filo rosso delle iniziative diffuse sui territori. Temi che pur affondando le radici nel passato guardano alle sfide del futuro per la crescita di una rinnovata cultura d’impresa. Le macro aree tematiche individuate sono le seguenti:

Imprese integrate: la filiera come nuova forma di organizzazione d’impresa.

Capitale umano e competenze: la centralità della persona nei processi produttivi.

Reciprocità e relazione: il connubio fra territorio, impresa e società nelle azioni di welfare, RSI, sostenibilità.

Oltreconfine: l’apertura internazionale delle imprese e l’attrattività dei territori.

Fabbridigitale: i processi di digitalizzazione e l’innovazione trasformano radicalmente le imprese. Comunicare diversamente l’industria.

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