menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Franco Storer

Franco Storer

«Autonomia e fisco, il governo non dimentichi le imprese del Nord»

Il presidente di Casartigiani Treviso Franco Storer: «La scelta dei ministri ci dice che questo governo è a trazione Centro-sud, e ho il timore che alcune richieste del Nord resteranno al palo»

Ho il timore che con il Conte-bis le richieste dell’imprese venete restino al palo. La scelta dei ministri ci dice che questo governo è a trazione Centro-sud, mentre ci saremmo attesi un cambio di rotta, in modo che gli interessi sociali ed economici della locomotiva d’Italia venissero rappresentanti nella compagine di governo. Non vorremmo che venissero rimessi in discussione alcuni temi fondamentali per il Veneto. In primis l’autonomia. Condivido quanto detto dal ministro Boccia, che va salvaguardata l’unità nazionale, ma questo non deve frenare un percorso ormai tracciato e nato nel solco della Costituzione. Credo che il Veneto non debba arroccarsi su una posizione “tutto o niente”: si riveda la posizione sulle 23 deleghe, e si trovi un accordo per portare a casa l’autonomia.

Anche la flat-tax sembra destinata a finire in un cassetto. Non è la soluzione ottimale, ma con delle modifiche può costituire l’avvio di un nuovo sistema fiscale, che consideri le esigenze sia delle imprese che dei lavoratori. Chiediamo al governo di rivedere le norme che impongono costi burocratici insostenibili alle piccole imprese per recuperare i loro crediti. Servono tempi brevi e certi; e chiediamo al governo di far sentire la sua voce in Europa per porre rimedio alle disuguaglianze nel costo del lavoro, che inducono le imprese a chiudere in Italia per riaprire all’Est. Serve intervenire affinchè i giovani possano aprire qui la loro impresa artigiana. Spero che Quota100 non verrà smantellata. Ha consentito un ricambio generazionale, con costi minori del previsto. Un indubbio vantaggio per le imprese, che risparmiano e inseriscono in organico dei giovani. Quota 100 e il limite dei 41 anni di contributi per andare in pensione sono i requisiti ideali.

Dei correttivi invece sul reddito di cittadinanza sarebbero ben accetti, coinvolgendo associazioni di categoria e sindacati. Seppur nato con valide motivazioni, è partito frettolosamente senza attendere che si organizzassero a tal fine i centri dell’impiego. I nostri sportelli, quotidianamente a contatto con lavoratori e imprese del territorio, avrebbero potuto dare una mano a gestire le pratiche. Questi temi - a cui si aggiunge l’immigrazione, che il governo precedente aveva arginato di fronte all’assenza dell’Europa - saranno il banco di prova del nuovo governo. L’auspicio è che tenga sempre aperto un dialogo con le associazioni di categoria, che essendo a stretto contatto con le imprese e i lavoratori, ben conoscono i problemi e le loro esigenze.

Franco Storer, presidente Casartigiani Treviso

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Covid, Zaia: «Veneto rischia di tornare in zona arancione»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento