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Decreto sostegni: gli indennizzi a fondo perduto solo a poche imprese

Allarme della Cna di Treviso: "Vanno rivisti i criteri"

Decreto sostegni, senza una profonda revisione del meccanismo, meno di un quarto delle imprese che hanno subito riduzioni del fatturato nel 2020 potrà accedere ai benefici con un importo medio inferiore ai mille euro. «Sarebbe un risultato inaccettabile per milioni di artigiani e piccole imprese schiacciate da una crisi economica senza precedenti e che ripongono grandi aspettative rispetto alle assicurazioni annunciate da esponenti dell’esecutivo e della maggioranza sul sostegno alle attività economiche» afferma Alfonso Lorenzetto, presidente di CNA territoriale di Treviso. 

A lanciare l’allarme è dunque  CNA Treviso, che sollecita il Governo a una netta discontinuità sui criteri, sulle risorse e sulla tempistica per l’erogazione dei contributi a fondo perduto alle imprese, previsti nel Decreto Sostegni che arriva oggi in Consiglio dei Ministri. Oltre al superamento, finalmente, dei codici Ateco, la CNA ritiene fondamentale due criteri per assicurare contributi in modo equo e coerente ai pesanti effetti della pandemia:

1)      eliminare la rigidità della soglia della flessione del fatturato superiore al 33%;

2)      ampliare il periodo di riferimento ben oltre le media di un singolo mese.

Simulazioni effettuate dal Centro Studi di CNA sulle contabilità di 12mila imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro evidenziano che nel 2020 l’81,2% delle imprese ha registrato diminuzioni del giro d’affari ma solo una impresa su quattro ha accusato una perdita superiore al 33% rispetto all’anno precedente.

Oltre il 75% delle imprese, pur avendo registrato una significativa flessione del fatturato spesso non lontana da un terzo, sarebbe quindi escluso dai nuovi indennizzi. «Va dunque cancellata la soglia del 33% sostituendola con un meccanismo di decalage, che riduca progressivamente il beneficio – continua Lorenzetto -. È necessario, inoltre, ampliare il periodo sul quale commisurare gli indennizzi e concentrare il ristoro soprattutto sulle imprese più piccole maggiormente colpite dalla pandemia. Il Governo tenga presente che ci sono intere categorie, mi riferisco al settore, eventi, cultura-spettacolo, turismo, fitness, etc. che non lavorano da oltre un anno e hanno azzerato i fatturati e non sanno più come tirare avanti, perché i ristori o non sono mai arrivati o sono stati irrisori».

CNA chiede infine un’accelerazioni sui tempi. Lo scostamento di bilancio è stato approvato dal Parlamento tre mesi fa e ancora non c’è il provvedimento sui ristori.

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