Sconto in fattura, prima abrogato poi ripristinato: incomprensibile dietrofront

La polemica di Alfonso Lorenzetto, presidente di CNA territoriale di Treviso

La sede della Cna

È stata purtroppo una vittoria di poche ore quella per l’abrogazione dello “sconto in fattura” che tanto penalizza il comparto casa, imponendo agli artigiani di “fare da banche” (a fronte per altro dell’inasprimento della stretta creditizia). Solo due giorni fa  la Commissione Bilancio del Senato aveva abrogato con un emendamento l’iniquo provvedimento, facendo esultare la CNA che, nei mesi scorsi, contro la norma ha promosso un ricorso all’Antitrust e alla Commissione Europea, contro la circolare dell’Agenzia delle Entrate un ricorso al  TAR, e una raccolta di quasi 6 mila firme alla petizione on line lanciata da CNA Installazione e Impianti. Ieri, in un ripensamento che ha dell’incredibile, la Commissione Bilancio del Senato ha reintrodotto, dopo averlo abrogato qualche ora prima, lo sconto in fattura per i lavori condominiali di valore superiore a 200 mila euro che beneficiano di ecobonus.

«Siamo sconcertati e rimaniamo fortemente contrari alla nuova misura anche se è applicabile ad un perimetro apparentemente circoscritto -afferma Alfonso Lorenzetto, presidente di CNA territoriale di Treviso- È intollerabile il principio che un privato sia chiamato a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica». Il voto in Senato rappresenta una clamorosa retromarcia da parte del Governo e della maggioranza parlamentare che reintroducono uno strumento discriminatorio che penalizza le vere imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e dei serramenti ed è un regalo ingiustificato ai grandi operatori. Come ha riconosciuto in più occasioni l’Autorità Antitrust altera la concorrenza danneggiando il mercato e quindi i consumatori.

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«È evidente che è stata compiuta una scelta di campo per favorire i colossi dell’energia e le grandi multiutility, tutti soggetti che non svolgono direttamente i lavori di riqualificazione energetica, mettendo nelle loro mani un grande mercato rappresentato da oltre un milione di condomini -continua Lorenzetto- Lo sconto in fattura è uno schiaffo alle piccole imprese che non possono permettersi di rinviare l’incasso di fatture senza pregiudicare la sana gestione. Il Governo e le forze di maggioranza dovranno spiegare le ragioni di una inversione di rotta a 180 gradi dopo che avevano riconosciuto la fondatezza delle ragioni esposte dalla CNA per l’abrogazione di uno strumento iniquo».

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