Linea Verde e lo "spot" della Rai al grano al glifosato: Coldiretti Treviso allibita

Un insulto al prodotto simbolo del Made in Italy giustificato nel servizio addirittura dalla falsa pretesa che - precisa la Coldiretti - il grano straniero sarebbe di maggiore qualità

«Incomprensibile come vogliamo proprio farci del male da soli promuovendo i nemici non solo del made in Italy, bensì della salute dei consumatori». Così interviene Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso, sulla trasmissione del servizio pubblico Rai Linea Verde. Trasmissione  dedicata all’agricoltura e al cibo italiano che ha proposto una sorta  di  “spot” a favore della pasta svizzera fatta con grano canadese trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità che sul territorio nazionale sono addirittura esplicitamente vietate. La puntata di Linea Verde andata in onda domenica 10 novembre dal territorio elvetico della Valposchiavo, che tradisce l’impegno quotidiano e le tante battaglie portati avanti dalla Rai e dalla Rete ammiraglia in favore della produzioni Made in Italy, ha lasciato di stucco i vertici di Coldiretti Treviso.

Uno dei servizi della trasmissione è stato dedicato a un mulino industriale - accusa Coldiretti - ha finito per rappresentare una vera e propria campagna promozionale per un tipo particolare di pasta fatta in Svizzera con grano importato dal Canada, per ammissione del titolare dello stabilimento. Un insulto al prodotto simbolo del Made in Italy giustificato nel servizio addirittura dalla falsa pretesa che - precisa la Coldiretti - il grano straniero sarebbe di maggiore qualità. Si tratta – continua la Coldiretti - di un’offesa per gli italiani che pagano il canone e, soprattutto, per le oltre trecentomila aziende agricole nazionali che, con enormi difficoltà e spesso in aree interne, continuano a coltivare il grano in Italia dove matura grazie al sole, e non per effetto di sostanze chimiche accusate peraltro di essere cancerogene, come accade per quello canadese.

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Occorre difendere e promuovere le realtà produttive nazionali in una situazione in cui negli ultimi dieci anni – conclude la Coldiretti - è scomparso in Italia un campo di grano su cinque con la perdita di posti di lavoro e il rischio concreto della desertificazione, che lascia il campo libero al degrado e al dissesto idrogeologico.

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