Economia

Nell’artigiano la priorità non sono i licenziamenti ma la ricerca di profili qualificati e specializzati

Attualmente sono 22.444 le imprese artigiane che operano nella Marca che contano 61.653 addetti tra titolari, soci, collaboratori e dipendenti. Intervento di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Il venir meno del blocco dei licenziamenti dal prossimo 1 luglio per le imprese industriali ed edili e dal 1 novembre per tutte le altre, che anima questi giorni il dibattito sul mercato del lavoro non è rilevante per le dinamiche che caratterizzano quello del settore artigiano. Lo dimostrano  i dati sulle cessazioni a qualunque titolo, non solo licenziamenti, registrate nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2019 al 31 gennaio 2021, rilevate su  un campione di 2.100 imprese associate artigiane e pmi della provincia di Treviso  con dipendenti.

Nel 2019 la media mensile di cessazioni era di 278 per un totale di 3.336 su base annua. Da febbraio 2020 a gennaio 2021, in vigenza del divieto di licenziamento,  la media mensile è stata di 238 cessazioni mensili per un totale su base annua di  2.856. Ne emerge un saldo di 480 rapporti di lavoro che potrebbero aver beneficiato della stabilità occupazionale imposta dalla legislazione emergenziale covid.

Analizzando le ragioni delle cessazioni del 2019,anno tipo  in cui i licenziamenti erano liberi,  si scopre che :

-il 50% delle risoluzioni è avvenuto per dimissioni volontarie ovvero il dipendente ha ricevuto una proposta di assunzione che ha valutato  migliore da un’altra azienda del medisemo settore o settore affine;

-il 35% ha concluso il  rapporto a termine con l’azienda per naturale scadenza (fine appalto,fine cantiere,rientro lavoratore sostituito,ecc.);

-l’8%,ossia solo 266, sono i licenziamenti economici fatti per mancanza lavoro/crisi/riorganizzazione aziendale;

-il 4% licenziameneti per giusta causa (gravi  mancanze / infrazioni disciplinari);

-il 3% per altre fattispecie residuali/minori.

I dati certificano che il licenziamento economico è una variabile del tutto marginale nel mercato del lavoro artigiano. Ciò che lo rende  dinamico è la continua ricerca di profili professionali qualificati e  specializzati in mansioni operaie e/o tecniche e manuali di difficile reperibilità. Sono sempre meno  i giovani che frequentano percorsi scolastici attinenti, ogni anno escono dal mercato del lavoro  per pensionamento lavoratori con esperienza  e quindi quelli su cui contare per mantenere competitive le imprese del manifutturiero sono sempre meno. Unioncamere  stima che solo nella Marca nel secondo semestre 2021 su un totale di 6.240 pontenziali assunzioni in ogni settore di attività si ricercheranno oltre  2.700 operai specializzati ossia pari al 43% del totale dei nuovi ingressi. .

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha di recente messo a disposizione dei soci un portale, www.ConfartigianatoJob.it, strumento che agevola  l’incrocio gratuito di domanda e offerta di lavoro nel quale chi è alla ricerca di un impiego può candidarsi e trovare nelle offerte presenti la sua occasione occupazionale .Urgente è potenziare gli strumenti di politiche attive del lavoro, anche per il tramite di soggetti privati e raccordare rapidamente quanti perdono un lavoro con le imprese che lo offrono. Le aziende artigiane sono pronte ad assumere lavoratori con competenze qualificate assicurando un aggiornamento formativo professionalizzanti che valorizza le risorse umane e garantisce la competitività dell’impresa.

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