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Lunedì, 17 Giugno 2024
Economia

Le vacanze dei trevigiani, per il 53% saranno fuori regione ma in Italia

Gli esiti della ricerca regionale condotta da Confcommercio Veneto e Unioncamere. Solo il 16,1% pensa a destinazioni venete mentre il 31% andrà all’estero. Fiducia per come andrà l'estate di commercianti ed esercenti

L’indagine di Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, che indaga un campione di consumatori veneti e trevigiani (600 interviste), parla chiaro: prevalgono ottimismo e buone previsioni per l’estate soprattutto per il turismo, anche se l’inflazione pesa sul portafoglio e per l’87,7% dei trevigiani è una preoccupazione. I risultati, che fotografano anche la provincia di Treviso confrontandola con le altre, sono stati pubblicati nei giorni scorsi e le interviste sono state realizzate nella prima settimana di giugno su un campione di 600 residenti in Veneto.

Le spese dei trevigiani nei prossimi mesi

La maggioranza degli intervistati (trevigiani) dichiara che nei prossimi mesi spenderà soprattutto in ristorazione ed eventi (79,5%), abbigliamento e calzature (74%), benessere e cura della persona (68,5%) libri (66,5%), viaggi e vacanze (63,7%) attività ed articoli sportivi (43,2%) utilità e arredi per la casa (34,5%) computer smartphone elettronica (20,9%), articoli di lusso (9,4%).

La spesa media stimata per categoria oscilla tra un minimo di 70 euro per i libri e un massimo di 870 euro per i viaggi e le vacanze, 495 euro per articoli di lusso, 368 per utilità per la casa, 255 per abbigliamento e calzature. Computer ed elettronica 290. Le vacanze tornano ad essere un sogno concreto per circa il 54,9% degli intervistati (che spenderà come l’anno scorso), mentre il 26 % addirittura di più. Rispetto all’anno scorso, nel confronto con lo stesso periodo del 2022, sono previsti aumenti variabili tra il 10% e il 20% in vari comparti.

Dove acquistare. Si consolida l’inversione di tendenza in atto già da qualche anno: più di 7 persone su 10 (72%) spiegano di voler comprare nei negozi della città, sia del centro storico (33%) che della periferia (67%); solo il 28%, neanche uno su tre, si affida allo shopping on-line. Le fasce di consumatori più giovani, mantengono l’attenzione sul prezzo contenuto, mentre la fascia over 65 è attenta alla qualità.

Il problema inflazione. La perdita del potere d’acquisto della moneta continua a impattare significativamente sui consumi. Per quasi 9 persone su 10 l’aumento del costo della vita, che nei mesi scorsi si è fatto molto sentire raggiungendo anche la doppia cifra e che tuttora si mantiene su livelli importanti, influenza le spese estive ma non incide sul trend positivo.

Viaggi e vacanze. La maggioranza dei trevigiani 52% predilige vacanze fuori regione ma in Italia, il 16,1% pensa a destinazioni Venete, mentre il 31% all’estero.

Il commento di Dania Sartorato: «Si prevede un’estate positiva. La gente ha voglia di muoversi, di andare in vacanza, fosse anche solo per qualche giorno, ma c’è il desiderio di “staccare” e di stare tra i propri cari e con gli amici e di recuperare le relazioni. C’è sicuramente un ritorno alla convivialità, ad estati con più esperienze, magari dislocate nell’arco dei mesi e delle settimane, con destinazioni diverse, e non più concentrate nel tradizionale mese di agosto. Tiene il mercato interno, tengono i negozi fisici, rispetto alla vendita on line: questo è un dato molto positivo, il commercio tradizionale ha dimostrato di svolgere tutta la sua funzione sociale e di prossimità. Non mi sorprende la cura per la persona e la ricerca del benessere, uno dei trend del post-Covid. Certo, le preoccupazioni ci sono, la speranza, infine, è che l’inflazione rallenti perché a fronte del sostanziale blocco delle buste paga dei lavoratori, il costo della vita si fa sentire in tutte le famiglie e nel carrello della spesa: per adesso non sembra erodere le vacanze, e neanche la voglia di acquisti, i consumatori stanno dimostrando intelligenza e molta consapevolezza, ma l’auspicio è che questo non succeda neppure nei prossimi mesi».

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