Sindacati dei metalmeccanici: «Serve responsabilità e impegno condiviso»

I segretari generali di FIOM, FIM e UILM scrivono a Assindustria Venetocentro: «Gli imprenditori attivino lì dove possibile lo smart working e non facciano pagare ai lavoratori i costi dell’emergenza»

Un metalmeccanico al lavoro

«Il valore sociale dell’impresa, così come indicato anche dall’articolo 41 della Costituzione della Repubblica Italiana, deve realizzarsi anche in questo momento difficile. Complessità e limitazioni dettate dalla normativa e dal senso civico di ciascuno nel contenere la diffusione dell’epidemia da COVID-19 devono essere affrontate con responsabilità e con impegno dal mondo produttivo, lasciando da parte inutili e sterili strumentalizzazioni politiche». Questa è la posizione espressa dalle Sigle del metalmeccanico trevigiano FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UIL che nella mattinata di oggi hanno indirizzato una lettera ad Assindustria Venetocentro richiamando e invitando fortemente l’organizzazione degli industriali a promuovere fattivamente lo strumento dello smart working, ovvero il lavoro da casa.

«Anche le aziende devono fare la loro parte al fine di limitare gli spostamenti dei lavoratori e metterli nelle condizioni di contenere la diffusione dell’epidemia, nonché di sostenere le attività di cura familiari come l’accudimento dei figli a casa da scuola. Purtroppo -sottolineano Enrico Botter (FIOM CGIL), Alessio Lovisotto (FIM CISL) e Stefano Bragagnolo (UILM UIL)- la richiesta nasce dalla consapevolezza che in molte realtà del territorio trevigiano tale disposizione non viene considerata e le domande dei lavoratori in tal senso vengono spesso respinte».

«Chiediamo inoltre che non siano i lavoratori e le lavoratrici a dover pagare il prezzo dell’emergenza -aggiungono le Sigle sindacali- in particolare quando le aziende decidono in modo unilaterale di far restare a casa da lavoro il personale in assenza di tutele economiche contrattuali e di legge. Auspichiamo che le Istituzioni mettano a disposizione tutti gli strumenti necessari, anche innovativi, per dare le opportune coperture a lavoratori e imprese, e ribadiamo a chi le rappresenta che in questa fase eccezionale serve responsabilità e non polemica».

«Allo stesso tempo -continuano Botter, Lovisotto e Bragagnolo- dal momento che le attività produttive continuano ad essere aperte, è necessario che le imprese garantiscano gli opportuni servizi individuali e collettivi (come mensa, spogliatoi, salette ristoro, etc), coerentemente a quanto indicato dalle normative in vigore. È fondamentale l’impegno di tutti al fine di arrivare quanto prima a una soluzione dell’attuale emergenza sanitaria – ribadiscono le Sigle dei metalmeccanici trevigiani».

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