Sindacati dei metalmeccanici: «Se la salute non è garantita ci si ferma»

I segretari generali di FIOM, FIM e UILM prendono posizione sull’emergenza COVID-19 nella Marca

«Diffidiamo le imprese metalmeccaniche trevigiane dal proseguire l’attività produttiva se non sono garantite e rispettate le condizioni di salute e sicurezza di tutti i lavoratori e le lavoratrici». Questo il perentorio messaggio lanciato dalle Sigle sindacali FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UIL in seguito al decreto del Governo che inasprisce ulteriormente le limitazioni al fine di contrastare la diffusione epidemiologica in atto, ma non blocca le produzioni. L’invito al mondo imprenditoriale dei comparti industriali e manifatturieri è quello ad attivare immediatamente gli ammortizzatori sociali e a calendarizzare ferie residue e permessi collettivi e sospendere immediatamente l’attività.

«Tutelare la salute dei metalmeccanici serve a garantire quella di tutti i cittadini trevigiani -puntualizzano Enrico Botter (FIOM CGIL), Alessio Lovisotto (FIM CISL) e Stefano Bragagnolo (UILM UIL)- le imprese hanno il dovere e la responsabilità di fare la loro parte nel contrastare la diffusione del coronavirus, bisogna osservare tutte le misure e le iniziative volte alla protezione dei lavoratori che stanno garantendo la tenuta economica del Paese in una condizione di grave emergenza. Se tali misure non possono essere applicate dalle imprese si sospendano le produzioni attraverso gli strumenti contrattuali e di legge, altrimenti le bloccheremo con gli scioperi».

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