In calo nel 2019 gli incidenti mortali sul lavoro nella Marca

Oltre 13mila gli infortuni all'anno, oltre 1 milione di euro recuperati dall'Inail dai datori di lavori inadempienti

Direttore Inail Treviso, Antonio Salvati

Sono in calo nel 2019 le denunce di infortuni mortali sul lavoro nella Marca. A indicare il trend positivo il direttore dell’Inail di Treviso Antonio Salvati, che interverrà domani giovedì 14 novembre alle 20.30 al centro La Roggia di San Zenone, via Caozocco 10 per trasmettere la fotografia e l’evoluzione del fenomeno infortuni e malattie professionali in provincia di Treviso. “Al 30 settembre del 2018 avevamo ricevuto 16 denunce d’infortuni mortali (salite a 19 in tutto l’anno), a fine settembre di quest’anno le denunce d’infortuni mortali erano 7, di cui 5 sono relativi a incidenti stradali. Il rischio strada resta rilevantissimo”. Se le morti sul lavoro sono più che dimezzate, confrontando i primi nove mesi del 2018 con lo stesso periodo di quest’anno, “dal punto di vista degli infortuni il numero resta alto.

Nel 2018 abbiamo avuto 13646 segnalazioni, anche quest’anno arriveremo a circa 13mila casi”, anticipa Salvati. Dei 13646 casi, “la parte più rilevante riguarda industria e servizi (11264), 1760 di dipendenti della pubblica amministrazione, 602 infortuni nell’agricoltura”. I settori più colpiti sono, nell’ordine, edilizia, commercio all’ingrosso e trasporti. L’età dei lavori infortunati oscilla dai 40 ai 59 anni. “Sono state 573 le denunce di malattie professionali, di cui 377 hanno riguardato lavoratori maschi, 196 lavoratrici femmine”, continua Salvati. “Il 60 per cento delle patologie denunciate solo osteoarticolari, pari a 399 casi. Seguono malattia del sistema nervoso, sordità e purtroppo anche i tumori”. Salvati spiega quanto conviene investire nella prevenzione: “se l’azienda applica le norme che garantiscono la sicurezza può ottenere una riduzione del premio assicurativo fino a quasi la metà”.

Serve molta più attenzione: “Nel solo 2018, l’Inail ha recuperato nella provincia di Treviso oltre un milione di euro da datori di lavori condannati in sede penale per omissione nell’applicazione delle misure di prevenzione, tramite il meccanismo del regresso”. Domani alle 20.30 al centro la Roggia di San Zenone si aprirà un dibattito organizzato per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro in chiave preventiva.  “La sicurezza è un investimento. Se pensate che la sicurezza sia un costo calcolate il costo di un infortunio”, fa notare l’imprenditore Diego Carron, presidente del Gruppo Carron di San Zenone che occupa 250 dipendenti con un indotto giornaliero di migliaia di persone. “L’investimento in sicurezza è investimento sulla salute, sulla vita e sul lavoro ed è evidente nei numeri: il rapporto tra costo medio di una giornata di lavoro e una giornata di infortunio è di 1 a 10”, spiega Carron.

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Oltre a Salvati e Carron, nel dibattito di domani sera a San Zenone interverranno anche il direttore di Cna Treviso Giuliano Rosolen, il segretario regionale Uil Carlo Biasin, l’ingegner Emiliano Bazzan responsabile servizio prevenzione e protezione dell’azienda sanitaria n. 7 Pedemontana. L’incontro fa parte della rassegna Autunno Culturale organizzata dal gruppo culturale Archè. Ingresso libero.

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