Economia

Nuovi Isa, Casartigiani: «Serve un tavolo di confronto con il Mef»

Il segretario D’Aliberti: «Troppe incongruenze tra studi di settore e Isa, molte imprese rischiano un voto inferiore di 6. E’ necessario “anestetizzare” il meccanismo dei controlli automatici»

Gli Isa – Indicatore sintetico di affidabilità – continuano a creare problemi alle imprese. Dopo i continui aggiornamenti del software, dopo gli errori nella parte precompilata dall’Agenzia dell’Entrate, ora che sono stati applicati per la prima volta molte piccole imprese artigiane si trovano ancora con anomalie nelle proprie dichiarazioni. Per questo Casartigiani, insieme a Rete Imprese Italia, ha chiesto un tavolo di confronto della Commissione degli Esperti del Mef per analizzare le criticità emerse nella prima applicazione degli Isa. «Ormai non si può certo tornare indietro, ma chiediamo che per il momento vengano considerati sperimentali», dice Salvatore D’Aliberti, direttore di Casartigiani Treviso. «Chiediamo un’applicazione graduale consolidando le premialità per le imprese con buoni punteggi; andando a fondo dei possibili errori nell’applicazione degli indici, e monitorando per due anni le aziende con gravi insufficienze, senza selezionarle per gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrata solo in base ad uno strumento, gli Isa, che sta mostrando molte incertezze».

Da una prima valutazione dei risultati  del  nuovo  strumento, emergono infatti gravi elementi di criticità sia sotto il profilo metodologico che applicativo, che stanno destando  preoccupazione  tra i   contribuenti, di cui l'Amministrazione  finanziaria dovrà  tener conto nell’individuazione  delle posizioni  da  sottoporre  a controllo. Risultano essere più di 150mila in Italia le piccole imprese, che erano congrue rispetto agli Studi di settore, e che potrebbero ottenere una valutazione negativa con un valore Isa inferiore a sei. Per Casartigiani il problema riguarda il 35% degli iscritti, circa un migliaio, perlopiù nei servizi, come parrucchiere, estetiste e piccole imprese edili. Tutte aziende che secondo gli studi di settore erano invece perfettamente in regola. «E’ necessario capire il perché di queste incongruenze. Sono giusti i controlli, ma sulla base di uno strumento affidabile. Invece in questo scenario di errori e imprecisioni dovuto al nuovo indice, i controlli diventano solo un ulteriore peso scaricato sulla piccola impresa, che da mesi dedica molte ore produttive a capire come districarsi con i nuovi Isa. Per questo è stata chiesta un tavolo di confronto della Commissione degli esperti del Ministero», conclude D’Aliberti.

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