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La Marca leader nella produzione di carne, Coldiretti: "Made in Italy da valorizzare"

Da Cernobbio il Presidente di Coldiretti Treviso Polegato saluta l’intesa con McDonald's e lancia un monito: “Non possiamo importare cibo brutto e cattivo”

“Spero che anche per il distretto della carne della Marca si aprano delle opportunità per godere della straordinaria strategia di Coldiretti per valorizzare la carne Made in Italy”. Con questo auspicio/proposta Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso da Cernobbio saluta con orgoglio e soddisfazione la firma di uno speciale protocollo d’intesa. Coldiretti, McDonald’s Italia e Inalca hanno annunciato, infatti, la firma di un protocollo d’intesa a sostegno della filiera italiana della carne bovina sostenibile. L’accordo, siglato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, prevede il coinvolgimento di oltre 4.000 allevatori in 3 anni, con una prima fase di test a inizio 2019 che vedrà protagoniste 400 aziende.

“Lo scopo, come ben spiegato nel protocollo, è favorire l’adozione e la diffusione di pratiche sostenibili e la formazione del personale impegnato nell’allevamento di bovini in termini di benessere animale, ambientale ed economico-sociale – sottolinea Polegato - Un progetto che coinvolge l’intera filiera, dagli allevatori alla trasformazione fino alla distribuzione nei 570 ristoranti McDonald’s in Italia”. In questo modo viene certificata la sostenibilità dell’intera supply-chain del settore bovino italiano, dall’allevamento al consumatore. A garantire il rispetto degli standard saranno l’AIA, l’Associazione Italiana Allevatori e il Dipartimento Qualità Agroalimentare. Il modello è quello di ERBS (The Europen Roundtable for Beef Sustainability) la prima piattaforma europea del settore bovino, nata per condividere le conoscenze tecniche, promuovere lo sviluppo e l’attuazione di pratiche agricole sostenibili. “Penso che quando chiude una stalla chiude un pezzo di territorio perché si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento.

Dati Ulss 2 Marca trevigiana (Fonte banca dati Anagrafe zootecnica nazionale)

Allevamenti 2253 di cui 800 sopra i 20 capi su 7071 in Veneto; n. capi 104.000 capi di vitelli a carne bianca venduti per anno su 200 mila in Veneto con predominanza nel distretto di Asolo Castelfranco Veneto; n. capi vitelloni da carne 68.000 capi su 343 mila in Veneto (Treviso, Padova, Verona)

IL MADE IN ITALY ESPORTA IL BELLO E IL BUONO, MA NOI NON POSSIAMO IMPORTARE IL BRUTTO E IL CATTIVO

“Il made in Italy esporta prodotti buoni, sani e e belli, ma l’Italia non può e non deve importare prodotti rischiosi per la nostra saluta o creati calpestando i diritti di migliaia di persone, prodotti brutti e cattivi”. Il presidente Giorgio Polegato, infine, si innoridisce di fronte al dato che il 20 %  dei cibi stranieri che arrivano in Italia sono “fuorilegge” perché non rispettano le stesse garanzie vigenti a livello nazionale in materia di lavoro, ambiente e salute. E’ quanto è emerso da un’analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio dove è stata apparecchiata la tavola della vergogna con i prodotti alimentari dall’estero sotto accusa per sfruttamento dei lavoratori, pericoli per la salute e utilizzo di sostanze chimiche dannose all’ambiente.

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