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Cooperativa Progetto Vita, solo una parte degli stipendi pagati: lavoratrici verso lo sciopero

Alle 130 dipendenti della cooperativa che ha in appalto dalla Ulss 2 l'assistenza ai bambini disabili nelle scuole della Sinistra Piave sono stati liquidati gli stipendi di novembre e dicembre

TREVISO Cooperativa Progetto Vita, l'impegno preso dalla coop di versare tutti gli stipendi arretrati alle lavoratrici entro venerdì 24 febbraio non è stato rispettato. Alle 130 dipendenti della cooperativa che ha in appalto dalla Ulss 2 l'assistenza ai bambini disabili nelle scuole della Sinistra Piave, nonché i servizi di assistenza sociale, domiciliare e amministrativa per alcuni Comuni trevigiani, sono stati liquidati gli stipendi di novembre e dicembre ma non quello di gennaio, come concordato formalmente lo scorso 15 febbraio durante l'incontro fra organizzazioni sindacali, dirigenza Ulss 2 e vertici di Progetto Vita. L'ipotesi di uno sciopero comincia a prendere forma. Venerdì 3 marzo ci sarà l'ultimo tentativo di conciliazione: un incontro fra le parti presso l’Ispettorato territoriale del lavoro, a Treviso, al quale dovrebbe partecipare sia il legale rappresentante di Progetto Vita, che la Ulss 2.

“Se non avremo riscontri positivi da parte della cooperativa o della committenza Ulss - spiegano Claudia Carafiglia della Fisascat Cisl Belluno Treviso e Alberto Lopin della Cgil Fp Treviso - saremo costretti a ricorrere allo sciopero per far valere i diritti delle lavoratrici della coop Progetto Vita afferenti agli appalti della provincia di Treviso: il termine del 24 febbraio come data in cui la cooperativa avrebbe dovuto pagare tutto l’arretrato compreso lo stipendio di gennaio è passata con un adempimento solo parziale degli impegni assunti davanti a noi, alla committenza e al prefetto di Treviso”.

L’accordo preso dalla cooperativa all’incontro in Prefettura del 15 febbraio, oltre al saldo entro il 24 febbraio di tutto l’arretrato degli stipendi, dei versamenti dei TFR ai Fondi Pensione e alla correzione degli innumerevoli errori in busta paga, prevedeva anche il rispetto alle relazioni sindacali, con la comunicazione di un referente della cooperativa. “Ad oggi - spiegano i rappresentanti di Fisascat Cisl e Fp Cgil - non ci è stato fornito il contatto ufficiale promesso e di conseguenza non vi è alcuna garanzia di poter avere normali relazioni sindacali e soprattutto di avere certezza dell’applicazione del CCNL vigente”.

“Inoltre - proseguono i sindacalisti - il 23 febbraio abbiamo nuovamente sollecitato nuovamente la coop, la Ulss, i Comuni e la Prefettura e ci è stato risposto tramite la committenza che c'erano dei ritardi dovuti a problemi gestionali. Sta di fatto che al 24 febbraio non erano neppure state elaborate le buste paga. Un comportamento irresponsabile e sempre più provocatorio che a breve troverà risposta”.

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