Economia

Scontrino elettronico: esonerare chi fattura meno di 30mila euro

Il segretario di Casartigiani D’Aliberti: «I registratori di cassa telematici sono un aggravio per chi non ha dimestichezza con la tecnologia, non ha internet in bottega, e produce un piccolo reddito complementare alla pensione»

Dal primo gennaio 2020 due milioni di attività dovranno adeguarsi all’obbligo dello scontrino elettronico. Migliaia di piccoli artigiani e commercianti dovranno munirsi di nuovi registratori di cassa telematici, che rispettino regole e specifiche stabilite dall’Agenzia delle Entrate. Tali strumenti dovranno garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, sia che i pagamenti avvengano in contanti che con carta di credito o bancomat, per poi trasmetterli all’Agenzia delle Entrate.

Nei giorni scorsi Casartigiani ha incontrato in alcune assemblee gli iscritti per illustrare le nuove regole a cui sono sottoposti e raccogliere richieste e suggerimenti. «Sono emerse alcune difficoltà pratiche per le aziende più piccole, e una forte contrarietà da parte delle micro attività», dice Salvatore D’Aliberti, segretario dell’associazione di categoria trevigiana. «Dubbi e difficoltà soprattutto per quelle attività gestite da artigiani o commercianti di una certa età, che non hanno molta pratica con la tecnologia».

Oltre alle possibili difficoltà delle aziende che producono i registratori di cassa di fornire al mercato circa 2 milioni di macchine – visto che la produzione attuale è di circa 200mila pezzi all’anno - «molti artigiani e commercianti non hanno internet in bottega, e nemmeno gli impianti per portarlo. Il rischio è che molti piccoli imprenditori, che con quel reddito completano la pensione artigiana, decidano di cessare l’attività il 31 dicembre. Chiediamo» conclude D’Aliberti, «che queste attività che arrivano ad un massimo di 30mila euro di fatturato all’anno siano esonerate dall’utilizzo dei nuovi registratori di cassa».

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