Casartigiani: ancora caos sugli ex studi di settore

Salvatore D’Aliberti, direttore di Casartigiani: «L’agenzia delle Entrate ha comunicato un errore nei modelli precompilati. Un ulteriore danno a discapito delle piccole e medie imprese, a pochi giorni dalla scadenza»

L'Agenzia delle Entrate

Il 30 settembre si avvicina, ma per le imprese dell’edilizia e delle costruzioni la scadenza per il pagamento delle imposte rischia di diventare difficile da rispettare. Gli Isa (Indicatori sintetici di affidabilità) – gli ex studi di settore – hanno mandato imprese e professionisti nel caos. Nel pomeriggio del 30 agosto l’Agenzia delle Entrate con una scarna mail ha infatti scritto ai commercialisti, ai caaf e a tutti gli intermediari abilitati, che le schede precompilate degli Isa erano sbagliate. Tutto da rifare, ad un mese dalla scadenza. Gli errori riscontrati dall’Agenzia delle Entrate riguardano i bonifici del 2018 – in particolari i pagamenti ricevuti per lavori di ristrutturazione -  che non sono stati riportati correttamente nei modelli Isa del settore dell’edilizia. Pertanto, con questi dati sbagliati, il rischio era di un non avere un Isa corretto. Ma c’è l’ulteriore beffa. L’Agenzia delle entrate ha raccomandato infatti di procedere nuovamente all’inserimento dei dati a partire dal 3 settembre, ma nello stesso giorno ha fatto uscire anche l’ennesima revisione dell’Indicatore sintetico di affidabilità. Insomma per i professionisti e le imprese tutto lavoro da rifare.

Gli Isa hanno sostituito i tanto criticati studi di settore. L’indicatore si riassume in una “pagella” dell'imprenditore, con voto da 1 a 10, che in base ai fatturati degli ultimi anni, alle tasse pagate, e a diversi altri parametri introduce premi e può salvare da controlli ispettivi, o al contrario suggerire al fisco di mettere il naso sui conti dell'azienda.

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«E’ l’ennesima conferma, stavolta supportata dalla presa d’atto della stessa amministrazione finanziaria, che l’intero impianto sul quale sono stati costruiti i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale non è affatto “affidabile” -dice Salvatore D’Aliberti, direttore di Casartigiani- Questo caos ha un impatto ancora una volta sulle piccole e medie imprese, che perdono ore di lavoro per affrontare e risolvere problemi creati dall’amministrazione. La burocrazia e l’assurda complessità del fisco ha ricadute in termini di costi e di fatturato, soprattutto su quelle piccole imprese più piccole che a parole si vogliono sostenere. Le istituzioni devono intervenire, non possono lasciare il mondo produttivo da solo in questo caos».

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