Economia

Turismo: «In Veneto +11% di arrivi ma non si trovano lavoratori»

In giugno-agosto stimate 16.550 assunzioni in Veneto ma il 34,3% dei posti di lavoro resta vacante. Assindustria: «Difficoltà senza precedenti: servono decontribuzione, stralcio Imu ed estensione garanzie»

Bagnino in spiaggia

L’avvio choc del 2021 in Veneto (-60% gli arrivi nel primo quadrimestre, -50% le presenze, rispetto allo stesso periodo del 2020; ma -84,7% gli arrivi rispetto al 2019, ultimo anno di normalità, -78,5 le presenze), drammatico per città d’arte e terme (rispettivamente -75,4% e -80,9 i pernottamenti rispetto al 2019), ha scavato ancora il solco per i flussi turistici di Padova e Treviso, che nel confronto con i primi quattro mesi del 2019, prima della pandemia, hanno perso 618.505 arrivi (-73,5%) e 1.449.985 presenze (-66,3%).

Tra green pass e riaperture, però, i primi segnali per l’estate sono incoraggianti. Le previsioni stimano da giugno a settembre per il Veneto 5,3 milioni di arrivi (italiani e stranieri) che generano 22,4 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente pari al +11,4% e al +7,4% rispetto all’estate 2020 (fonte: stima Demoskopika-Unisannio). Una ripartenza che comincia a trasferirsi alla domanda di lavoro. Sono 2.880 le assunzioni programmate dalle imprese del settore turistico alberghiero di Padova e Treviso nel trimestre giugno-agosto (16.510 in Veneto). Tecnici qualificati dei servizi turistici, chef, camerieri, addetti all’accoglienza: ma per oltre un terzo delle imprese (34,3%) questi profili sono difficilmente reperibili o introvabili (fonte: Unioncamere-Anpal, Excelsior).

«Siamo ancora in una situazione difficile e senza precedenti - commenta il presidente Riccardo Ruggiero - che chiede un impegno straordinario a noi come imprenditori e associazione, ma anche, e direi soprattutto, al Governo e agli enti locali per assicurare interventi adeguati alle difficoltà di un settore in cui molti operatori hanno registrato perdite anche superiori all’80%. C’è l’esigenza di reiterare o potenziare alcune misure indispensabili nell’immediato, come l’estensione del bonus affitti, l’eliminazione della seconda rata Imu e l’estensione della decontribuzione. Ma anche di una visione di medio lungo periodo per costruire un percorso di accompagnamento, sostenere la liquidità e il riequilibrio economico, la riqualificazione delle strutture. Estensione delle garanzie, supporto agli investimenti con il superbonus, un pacchetto di interventi che metta in sicurezza le aziende e ci permetta di continuare a competere in Italia e all’estero».

«In questa delicatissima, e tanto attesa, fase di ripartenza per il turismo - continua il presidente Ruggiero - sta accadendo qualcosa di paradossale. Con crescente frequenza, gli imprenditori non riescono a reperire le professionalità e i profili normalmente in forza al settore durante i periodi di alta stagionalità. Anche perché il prolungato stop forzato ha spinto molti addetti a trovare nuovi impieghi o preferire il sussidio. è un paradosso che richiede correttivi immediati, anche sul fronte fiscale, come una rimodulazione della tassazione sul lavoro per consentire ai lavoratori di percepire un netto in busta paga più elevato e alle imprese di non finire fuori mercato. La formazione avrà un ruolo sempre più centrale, non solo per garantire servizi di qualità, ma anche la disponibilità di un numero sufficiente di addetti qualificati, più motivati e incentivati a rimanere nel settore».

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