Trend turismo: nel 2020 crollo del 66% per la provincia di Treviso

Treviso è il capoluogo di provincia che avrà meno visitatori nel 2020 secondo uno studio della Cna. Rosolen: «Serve il bonus turismo, la Regione Veneto pensi anche alla Marca»

Turisti ai Buranelli (Foto di Linda Fiumara via Facebook)

Il movimento turistico in provincia di Treviso registrerà quest’anno un -66% rispetto al 2019. È quanto emerge da uno studio effettuato dalla Cna per sondare gli effetti del Covid-19 sul settore del turismo nella Marca.

Numeri che devono aiutare anche le istituzioni locali, la Provincia e soprattutto la Regione Veneto, che ha competenza in materia di valorizzazione e organizzazione del turismo a dare un vigoroso sostegno al settore e soprattutto a favorirne il rilancio per ritornare ai livelli pre-crisi già dal 2021 (anche se verosimilmente ci vorranno due o tre anni). Quanto a movimento turistico previsto per l’anno in corso, il dato di Treviso è il peggiore del Veneto dopo Verona (-75%), Venezia (-72%) e Rovigo (-67%). Un colpo, dunque, per l’economia turistica della Marca che, nel decennio 2010-2019, era stata la provincia veneta a crescere di più, sia sul fronte degli arrivi (+56%) sia sul fronte delle presenze (+52%), vantando nel 2019 ben 1.008.260 arrivi e 2.225.936 presenze. Il calo dei fatturati ipotizzato per le aziende del comparto è del 71%, in linea con le previsioni dell’Organizzazione mondiale del turismo che prevede, a livello globale, un decremento tra il 60 e il 70%. Inevitabili le ricadute sul fronte dell’occupazione.

«Se, con l’azzeramento dei contagi, sul fronte sanitario i report che arrivano sono confortanti - afferma Giuliano Rosolen, direttore di Cna Treviso – continua invece ad aumentare la preoccupazione per la tenuta del fronte economico e in modo particolare per quella del comparto turistico. Questo settore deve ora essere sostenuto con adeguate risorse e rilanciato attraverso campagne di sia verso l’estero che sul fronte interno: il 51% di turisti che visitano la nostra provincia sono stranieri, il 49% nostri connazionali». Alla Regione Veneto la Cna chiede un Piano di sostegno al turismo, con taglio dell’addizionale regionale Irpef e contributi a fondo perduto per gli affitti degli immobili, in modo da consentire alle attività alberghiere ed extra-alberghiere di sostenere le spese per l’adeguamento alle norme di sicurezza e al distanziamento sociale e compensare il crollo dei fatturati. «Ci sono regioni d’Italia, come il Piemonte, che hanno già lanciato un Piano Turismo con decine di milioni di euro dedicati specificatamente al settore, che comprende una parte significativa di contributi a fondo perduto, il bonus turismo, e investimenti importanti in comunicazione e promozione del territorio - conclude Rosolen - Bene l’annuncio del presidente Zaia della campagna mediatica per il rilancio del litorale, l’invito è a pensare non solo alle spiagge ma anche alle caratteristiche del turismo che negli anni si è consolidato nelle province interne come la Marca Trevigiana». C’è quindi, per la stagione entrante, l’opportunità del “turismo di prossimità” che i trevigiani potrebbero cogliere per riscoprire il loro territorio e che dovrebbe anch’esso essere oggetto di una campagna mediatica da parte della Regione: «Il Veneto è una terra meravigliosa che offre collina, mare, montagna, lago, città d’arte, sport all’aperto ed ottima enogastronomia – conclude Rosolen -. Un’estate dedicata a riscoprire i territori e le comunità locali potrebbe essere una prospettiva per il rilancio del turismo di prossimità con benefici per la salute e per il portafogli mentre al contempo aiutiamo alcune categorie di nostri concittadini a far ripartire la loro impresa».

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