Collasso ex popolari venete: «in arrivo gli indennizzi ai risparmiatori truffati»

Il coordinamento Ezzelino da Onara e il governo sono sicuri: i ristori previsti dal Fir a beneficio dei cosiddetti azionisti sbancati giungeranno a giorni. E l'arrivo dei primi bonifici sarà accolto «da un festeggiamento»

Il ministro Federico D'Incà

«Dopo le peripezie di questi anni confermiamo, anche a seguito delle garanzie ottenute dal governo, nonché dal presidente della commissione bilancio del Senato Daniele Pesco durante gli ultimi incontri del 29 e del 30 di settembre che la procedura per il pagamento degli indennizzi Fir è in atto e che a breve contestualmente arriveranno i primi bonifici». Sono queste le parole di una breve nota diramata ieri 2 ottobre da Patrizio Miatello, il portavoce del coordinamento Ezzelino da Onara, uno dei raggruppamenti che da anni assistono i risparmiatori colpiti dal collasso delle ex popolari, Veneto banca e Banca popolare di Vicenza in primis.

LA NOTA

La nota di Miatello, che annuncia anche un festeggiamento non appena i primi bonifici saranno materialmente depositati sui conti degli ex azionisti, non si discosta molto da quella che il primo di ottobre era stata diramata dal ministro per i rapporti col parlamento (il bellunese Federico D'Incà, il quale milita tra le fila del M5S) il quale a sua volta aveva precisato che i ristori garantiti per legge dal Fir ossia il fondo indennizzo per i risparmiatori che appunto avevano patito il collasso delle ex popolari, erano ormai in dirittura d'arrivo.

PARLA IL MINISTRO

«La commissione tecnica indipendente che si occupa di analizzare le pratiche relative ai cittadini truffati dalle banche - si legge nella nota del ministro - ha disposto l'avvio della procedura dei bonifici ai risparmiatori che possono beneficiare del Fir. Si tratta - si legge ancora - d'una notizia di estrema importanza che premia un lavoro continuo da parte del Movimento 5 Stelle che si è sempre impegnato per questa causa e non ha mai abbandonato i risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto. La Commissione ha accolto l'istanza formalizzata a settembre dal sottosegretario all'Economia Alessio Villarosa» altro componente di spicco del M5S in seno alla squadra di palazzo Chigi. Secondo palazzo Chigi la prima tranche di indennizzi dovrebbe riguardare alla grossa duemila richiedenti.

D'Incà non lo dice espressamente ma sue parole appaiono come una replica indiretta alle critiche di coloro i quali nei giorni scorsi si erano detti più o meno scettici sul fronte dei ristori. Tra questi c'è il vicentino Luigi Ugone il quale ai microfoni di Vicenzatoday.it pochi giorni orsono aveva spiegato di non essere tutto sommato pessimista sul tema degli indennizzi. I quali alla fine potrebbero arrivare ma non tanto per l'impegno delle istituzioni, ma perché lo stesso Ugone (presidente della associazione Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza, «il maggiore raggruppamento dei cosiddetti ex azionisti sbancati») confidava piuttosto nella pressione che l'opinione pubblica da settimane stava facendo sentire su palazzo Chigi, ma soprattutto sulla società statale (si tratta di Consap) incaricata di rendere operativi i rimborsi garantiti dalla legge statale. Rimborsi che chiaramente riguardano solo una fascia di risparmiatori e che hanno la veste più del contributo sociale che quella dell'indennizzo vero e proprio il quale può venire solo dopo un pronunciamento della magistratura o comunque di un organo per la risoluzione del contenzioso.

Collasso ex popolari venete, «in arrivo gli indennizzi ai risparmiatori truffati»
I DUBBI

Ad ogni buon conto Ugone anche in queste ore non ha smesso di manifestare i suoi dubbi. Dubbi condensati in un breve intervento sul canale YouTube della associazione, una piattaforma dalla quale il portavoce ha anche distillato una serie di puntute critiche a Banca intesa, accusandola in qualche modo di avere fatto dietro front per quanto riguarda la promessa di istituire un fondo da cento milioni di euro per venire incontro alle esigente di alcuni ex azionisti di BpVi e Veba colpiti dal tracollo dei due istituti palesatosi attorno al 2015.

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