L'economista Zamagni in Bcc Monsile: "C'è ancora spazio per le banche di territorio"

Stefano Zamagni, economista bolognese grande esperto di cooperazione e del settore non profit, è intervenuto lunedì sera 10 ottobre presso la BCC di Monastier e del Sile per un convegno su "Cooperazione nel mercato globale attuale: come attrezzarsi?".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

"Non esiste alcuna evidenza scientifica per cui oggi, nel tempo della cosiddetta industria 4.0, non vi sarebbe più spazio per le piccole banche di territorio, rappresentate in Italia dalle Banche di Credito Cooperativo. Eppure, è quello che - erroneamente - da più parti cercano di farci di credere".

Un folto pubblico, tra cui parecchi sindaci ed amministratori locali, è intervenuto lunedì sera 10 ottobre a Monastier presso la sede della Banca di Monastier e del Sile Credito Cooperativo per ascoltare Stefano Zamagni, economista e docente presso l'Università di Bologna, intervenuto sul tema "Cooperazione nel mercato globale attuale: come attrezzarsi?".

Renzo Canal, presidente di BCC di Monastier e del Sile, introducendo il convegno, ha ricordato come nel contesto attuale il sentiment diffuso sia quello che "tutte le banche sono uguali ed omologate, con la conseguenza che non vi sarebbe alcuna differenza fra i vari istituti di credito ed il loro operato. Noi, al contrario, vorremmo fare un po' di chiarezza, ricordare le nostre caratteristiche di banche di relazione e di prossimità, specie in vista della riforma del Credito Cooperativo".

Zamagni, con la schiettezza e la completezza che gli sono note, ha cercato di sviscerare la questione, considerando cause, effetti e possibili sviluppi futuri della riforma per il mondo del Credito Cooperativo.

"Tutto ha avuto inizio con la grande crisi economica partita dalla bolla dei mutui subprime negli Stati Uniti, già nell'aprile 2007, - ha spiegato il docente - ed arrivata nel nostro continente un anno e mezzo dopo. Ma l'accanimento oggi in atto in Europa ed in Italia contro le banche di territorio, non ha alcun fondamento scientifico. Anzi, uno studio del 2009 commissionato dall'Unione Europea, evidenzia come al di sopra di certe dimensioni, nelle grandi banche, si incorra addirittura in diseconomie di scala, e quindi in uno svantaggio gestionale. Perché allora la scelta di abbattere la biodiversità bancaria, eliminando le piccole banche, come si sta cercando di fare in Italia con la riforma del sistema bancario, a cominciare dalle Popolari? Alla base di tutto c'è una questione prettamente ideologica. Il controllo del potere è infatti molto più facile con pochi grandi interlocutori, piuttosto che con una miriade di piccole banche, ciascuna dotata di un proprio margine di autonomia".

Il messaggio finale dell'economista è stato ottimistico. "La cooperazione ha radici antiche. Finché vi saranno persone convinte dell'importanza di operare insieme, per un bene comune, nessuno la potrà sconfiggere. Questo vale anche per la cooperazione di credito".

LA SFIDA CHE ATTENDE LE BCC

A poche settimane dalla riforma del Credito Cooperativo, che porterà alla costituzione di una o due capogruppo (rendendo il Sistema del Credito Cooperativo uno dei principali gruppi bancari in Italia), sono tre le grandi questioni che secondo il prof. Zamagni le BCC devono seriamente affrontare, se vogliono uscire vincenti dal profondo processo di cambiamento in atto.

1. Contratto di coesione. L'aggregazione delle Banche di Credito Cooperativo in un sistema in cui vi sarà una capogruppo con poteri di direzione e coordinamento, avverrà grazie ad un patto di coesione tra i singoli istituti e la capogruppo. Questo è l'unico punto della riforma già dato per acquisito.

2. Ruolo della Federazione nazionale e di quelle regionali. Si tratta di un aspetto sul quale la discussione è ancora aperta. Le scelte che si andranno a fare dovranno infatti rispettare l'identità delle BCC, in cui la dimensione associativa è insostituibile, poiché fondativa della natura stessa del Credito Cooperativo. "Il ruolo delle Federazioni regionali continuerà ad essere centrale, - sostiene Zamagni - per vigilare che il sistema non tradisca la sua identità, attraverso il monitoraggio, la trasparenza e l'efficienza della capogruppo nei confronti delle BCC. Si passerà così facendo da un sistema bipolare, in cui fino a questo momento vi erano le singole BCC e le Federazioni regionali che le riunivano, ad un sistema tripolare, con le BCC, la capogruppo e la Federazione. Quest'ultima, appunto, con un ruolo di garante super partes".

3. Caratteristiche della governance. Ogni organizzazione economica è caratterizzata da un fine (ossia l'obiettivo da raggiungere), una mission (come fare per raggiungere quel determinato obiettivo, che equivale alla definizione del proprio modello di business), un'identità (gli strumenti di cui dotarsi per ottenere gli obiettivi prefissati, adottando un modello di governement). "Nel caso di un istituto di credito - ha spiegato Zamagni - il fine è sempre lo stesso, a prescindere dalle dimensioni e dalla natura della banca. Quello che invece differenzia le banche fra loro in modo sostanziale, sono mission ed identità. Tenuto conto che negli ultimi 20-25 anni il sistema del Credito Cooperativo era un po' 'scivolato' rispetto a mission ed identità, rischiando in molti casi di perdere le sue caratteristiche fondanti, appiattendosi rispetto al panorama bancario generale, è da lì che occorre ripartire per recuperare con autorevolezza il giusto posizionamento".

Come fare?

Ciascun individuo è mosso da motivazioni intrinseche (che lo portano ad intraprendere un'attività perché è di per sé stimolante, perché ci crede, perché la ritiene una cosa buona in sé) e da motivazioni estrinseche (che lo indirizzano alla ricerca di profitti, premi e riconoscimenti).

"In un Credito Cooperativo - ha continuato l'economista - la motivazione intrinseca, legata al sistema dei valori, deve prevalere rispetto a tutto il resto, ivi compreso il profitto, altrimenti viene meno la ragione stessa di esistere di una BCC. Quando invece la motivazione estrinseca, e quindi la ricerca del profitto, primeggiano, quell'impresa cooperativa si snatura ed è destinata al fallimento. La seconda implicazione da considerare è che una motivazione intrinseca va a braccetto con un premio (concesso ex ante), mentre la motivazione estrinseca richiede incentivi (promessi ex ante, molto onerosi, richiedono controlli e supervisori, annientano di fatto la fiducia interna all'organizzazione, sono l'atteggiamento tipico dei mercenari)".

Quale impresa si può definire una "buona impresa"?

Quella in cui vi sia un equo bilanciamento fra le tre componenti costitutive dell'organizzazione stessa, vale a dire: il fine, la mission, l'identità. E questo varrà anche per il gruppo unico che si costituirà nel Sistema Cooperativo (Zamagni boccia a tal proposito l'ipotesi della creazione di due gruppi, una legata ad Iccrea Banca e l'altra alla Cassa Centrale di Trento, poiché il duopolio non avrebbe alcun senso e sarebbe invece dettato solo da ragioni di becero campanilismo, facendo disperdere risorse ed energie).

"Nel futuro prossimo - ha concluso l'economista - il Credito Cooperativo, se non vorrà snaturarsi, dovrà invertire la rotta a cominciare dai programmi di formazione rivolti ai propri collaboratori. Per anni, infatti, le BCC hanno investito sulla formazione tecnica, né più meno come tutti gli altri gruppi bancari, tralasciando questioni identitarie quali la mission ed i valori. Aspetti che al contrario erano ben radicati nei cooperatori di un tempo, privi di molte nozioni, ma ciononostante mossi da tanto buonsenso. La cooperazione, il cui concetto deriva da un parola antica latina che significa 'operare insieme', non sarà mai sconfitta, così come la cooperazione di credito. Fin tanto che vi saranno persone convinte dell'importanza di lavorare insieme per un fine comune, nessuno le potrà sconfiggere, nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino".

www.bccmonsile.it

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