Domenica, 16 Maggio 2021
Economia

Zanatta (Assindustria Venetocentro): «Quale ripresa per il trevigiano dopo la pandemia?»

Il Presidente vicario di Assindustria Venetocentro delegato di Territorio di Treviso: «Dovremo trovare nuove opportunità, formare nuove competenze e puntare su nuove vocazioni»

Alberto Zanatta

"E’ il momento di interrogarci, tutti insieme, su come usciremo dall’emergenza pandemica, con la speranza sia questione di pochi mesi. Ogni impresa, ogni famiglia e ogni organizzazione pubblica e privata sta facendo i propri piani, guardando a perdite e prospettive. Un analogo ragionamento è opportuno per il nostro trevigiano, di cui sono delegato quale Presidente vicario di Assindustria Venetocentro. Il 2020 ha confermato - nella gravità della situazione, dei lutti con la perdita di persone care, nell’ansia e tensione di molti giorni – la capacità di tenuta, nella società, nelle amministrazioni pubbliche e nelle imprese, in particolare quelle industriali". A dirlo Alberto Zanatta, Presidente vicario di Assindustria Venetocentro delegato di Territorio di Treviso.

"Sappiamo però che la ripartenza non sarà facile, che dovremo trovare nuove opportunità, formare nuove competenze, puntare su nuove vocazioni. Per primo, evidenzio come la gestione della pandemia ci ha visti operare insieme ai territori vicini. Come Assindustria Venetocentro abbiamo anticipato tempi e obiettivi di una sempre maggiore integrazione di area vasta, con l’unione di Treviso con Padova (e in futuro ci auguriamo anche con Venezia) - continua Zanatta - Questa dimensione ‘aperta’ deve ancor più entrare in tutte le scelte del territorio. Vanno già in questa direzione, ad esempio, le Università di Padova e di Venezia Ca’ Foscari, la prima con la nuova facoltà di Medicina, la seconda con il rafforzamento del suo Campus di Treviso. Scelte di cui essere partecipi e da favorire per far sì che, ove possibile, si possano comporre, in questo perimetro territoriale, in un progetto universitario caratterizzato per Treviso. Anche la sanità, con la Cittadella della salute (che sarà anche policlinico universitario) e lo Iov a Castelfranco Veneto, farà del territorio un riferimento ben riconoscibile".

"Seconda novità sono le infrastrutture, e se, come auspichiamo, Padova e Venezia saranno collegate alla rete TAV verso Milano, già a maggio si inizierà a circolare sulla Superstrada Pedemontana, da Montebelluna a Malo, per poi arrivare a Spresiano (verso Est e verso Nord) e a Montecchio (verso Ovest). Abbiamo chiesto di potenziare i collegamenti a ‘pettine’ verso Padova e Bassano, e le opere complementari dai caselli che saranno aperti nella nuova arteria. E’ arrivato anche il via libera al master plan per l’aeroporto Canova di Treviso, riferimento per ampie aree del Veneto. Questi collegamenti potranno sì favorire l’insediamento residenziale (come provano i molti cantieri aperti), ma anche attrarre imprese, investimenti e senza dimenticare il potenziale ora compresso del turismo. Nuove vocazioni, che si combinano alla forza della manifattura avanzata che continuerà a caratterizzare il nostro sviluppo" chiosa Zanatta.

"La terza sfida è di riprendere la rigenerazione del territorio. A giugno Assindustria Venetocentro presenterà i dati del proprio censimento sugli edifici produttivi dismessi promosso con il progetto Capannoni OnOff, realizzato insieme a Comuni, Province e Camere di Commercio di Treviso/Belluno e di Padova, mettendo insieme molte banche dati in una comune piattaforma digitale. Sarà un’opportunità per favorire un ridisegno del territorio con una nuova cultura amministrativa ed urbanistica secondo logiche avanzate di sostenibilità ambientale e sociale - dichiara Zanatta - La piattaforma potrà accogliere anche nuove categorie di dati (sui flussi di mobilità, l’accesso ai servizi eccetera) per programmare al meglio decisioni e investimenti nel Pubblico come nel privato.  E’ una nuova, inedita, infrastruttura che non è disponibile in altri territori".

"Molte le potenzialità, se ci crediamo. Ne potrà nascere anche una nuova relazione tra le città - quali snodi nei trasporti, nel sapere, nella cultura - e la campagna o la montagna, tra aree in declino (demografico e sociale prima ancora che economico) e quelle in sviluppo - continua Zanatta - Assisteremo anche a diverse specializzazioni nel territorio, con un capoluogo  saldamente ancorato a uno spazio metropolitano, e gli altri centri, per guardare anche a Nord e a Est, anche oltre i tradizionali confini provinciali.  Viviamo in un territorio bello, e possiamo migliorarlo, per noi e i nostri figli e per accogliere nuove persone e nuove famiglie. Lo pensiamo connesso, sostenibile, avanzato nei servizi. Linee guida che sono alla base del mandato del Presidente di Assindustria Venetocentro Leopoldo Destro e di tutti noi che con lui collaboriamo".

"Nel trevigiano, e in Veneto, tra dimensione metropolitana, nuove infrastrutture, rigenerazione, possiamo quindi ripartire dopo la pandemia. Non sarà immediato, non sarà facile, ma la direzione crediamo sia questa. Fondamentale lavorare insieme, con una regia condivisa, tra Amministrazioni pubbliche, rappresentanza d’impresa, soggetti economici. Con una classe dirigente all’altezza di questa nuova responsabilità" conclude Zanatta. 

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