Mercoledì, 28 Luglio 2021
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«Facciamo luce sul teatro»: su il sipario e riflettori accesi all’Accademia

Anche in piazza Cima a Conegliano l’iniziativa nazionale a sostegno della cultura Il presidente: «Invitiamo i cittadini a passare per lasciare un messaggio scritto di solidarietà»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Luci accese e sipario alzato anche al Teatro Accademia di Conegliano, domani (lunedì 22 febbraio 2021) dalle 19.30 alle 21.30. Un modo simbolico per “riaprire le porte” e tornare ad accendere i riflettori su un comparto, quello della cultura, che come e più di altri ha sofferto (e continua a soffrire) le limitazioni imposte dalla normativa anti Covid, che impedisce di organizzare spettacoli con pubblico in presenza. «Facciamo luce sul teatro», non a caso, il titolo dell’iniziativa nazionale promossa da Unita (Unione nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) a cui domani aderirà anche il teatro di piazza Cima, che invita i cittadini di Conegliano a passare davanti al Teatro per lasciare la propria silenziosa testimonianza: una frase, un pensiero, un breve video, una foto, un messaggio a sostegno del settore. «Dalle 19.30 apriremo le porte dell’Accademia (anche se il pubblico non potrà accedere, nel rispetto delle regole sanitarie, ndr), illumineremo completamente il teatro e alzeremo simbolicamente il sipario», spiegano Fabrizio Lante e Giorgio Fabris, amministratori di Accademia Srl, società che gestisce l’omonimo teatro. «L’obiettivo è chiedere al nuovo governo e a tutta la cittadinanza che si torni a parlare di teatro e di spettacolo. per programmare finalmente una riapertura in sicurezza. Al Comune, invece, ci appelliamo chiedendo deciso supporto per garantire il prosieguo dell’attività di uno dei principali punti di riferimento culturale del territorio». Il Teatro Accademia, infatti, è chiuso ormai dallo scorso febbraio e gli spettacoli programmati sono stati sospesi a tempo indeterminato in attesa dell’auspicata riapertura. «A un anno esatto dal primo provvedimento governativo e a fronte del recente alleggerimento delle misure preventive in altri settori, siamo convinti che sia giunto il momento di consentire un accesso, seppur contingentato, anche ai teatri, luoghi sicuri dove si potrebbe già tornare a lavorare garantendo il pieno rispetto delle norme di sicurezza», concludono Lante e Fabris. «Da troppo tempo ormai, senza spettacoli teatrali, musica e concerti dal vivo, senza la cultura che ci aiuti a vivere e a godere della bellezza, ci sentiamo tutti un po’ più vuoti. E’ giusto che questi luoghi tornino finalmente ad essere ciò che da 2500 anni sono sempre stati: piazze aperte sulla città, motori psichici della vita dell’intera comunità».

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