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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Alla ricerca delle braccia perdute: la danzatrice di Canova restaurata

Si inaugura sabato 3 marzo 2012 la mostra "Canova e la danza". Protagonista indiscussa sarà la "Danzatrice con i cembali", restaurata dopo i danni riportati durante la Grande Guerra

Un restauro che ha del miracoloso, quello della “Danzatrice” di Antonio Canova, deturpata durante la Prima Guerra Mondiale. E che apparirà in anteprima alla mostra “Canova e la Danza”, che sarà inaugurata domani alla Gipsoteca Museo Antonio Canova di Possagno.

La statua in gesso “Danzatrice con i cembali”, dalla quale fu ricavata la versione in marmo gelosamente custodita al Bode Museum di Berlino, è conservata, per volere di Canova stesso, nella Gipsoteca di Possagno. Si tratta dell’originale sul quale l’artista effettivamente lavorò, per poi affidare la realizzazione del marmo ai suoi collaboratori.

Anima della “Danzatrice” è il movimento delle braccia e delle mani, parti che l’opera perse durante i bombardamenti austroungarici su Possagno, nel dicembre 1918.

Un lavoro di restauro hi-tech, approvato dal museo di Berlino ma che molto probabilmente farà discutere, ha oggi restituito ai moncherini la loro linfa vitale. Sulla “Danzatrice” è stato effettuato un intervento di “reverse engineering” (ingegneria inversa). A partire da una scansione tridimensionale della statua in marmo del Bode Museum, sono state ricavate le parti mancanti al gesso di Possagno. Poi, grazie alla tecnologia della prototipazione rapida, sono state realizzate le protesi, direttamente dal modello digitale tridimensionale.

La “Danzatrice”, restituita al suo splendore, resterà esposta alla Gipsoteca dal 3 marzo al 30 settembre 2012 e sarà affiancata da una cinquantina di disegni, acquerelli e studi sulle figure delle danzatrici, che richiameranno le tre celeberrime statue del Canova: la “Danzatrice” di Berlino, la versione voluta da Giuseppina Bonaparte e acquistata da Alessandro I di Russia, ora custodita dall’Ermitage di San Pietroburgo, e un misterioso terzo modello, del quale si è persa ogni traccia ufficiale di autenticità.

 

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