Enrico Rinaldi, remixings a cura di Roberta Gubitosi

ENRICO RINALDI
Remixings
a cura di Roberta Gubitosi

29 marzo – 3 giugno 2019
Presentazione venerdì 5 aprile 2019, ore 18.30

Enrico Rinaldi concepisce l'arte come impegno socio-culturale che si concretizza nella rielaborazione concettuale dei grandi temi storici, dei ritratti dei personaggi famosi, dei paesaggi urbani, dei capolavori della storia dell'arte.
L'opera è il risultato di un'azione interpretativa che svincola ogni soggetto dal suo contesto originario creando nuove relazione tra passato e presente.
Nei pannelli digitali, Enrico Rinaldi sviluppa gli studi e le sperimentazioni condotte nella fotografia e nel video, attraverso una profonda conoscenza delle tecniche derivate della grafica pubblicitaria e dalla Pop Art.
Significativa è la serie dei Portrats dedicati ai grandi protagonisti della storia o ai musicisti del passato, come David Bowie, Johon Lennon o Miles Davis.
La chiave interpretativa di ogni opera emerge dalla ricercata relazione tra l'icona-ritratto e la texture del sfondo. L'artista, dopo un lungo processo di selezione, individua e rielabora il soggetto secondo l'essenziale contrapposizione di bianco e di nero. L'immagine ridotta a icona viene così posta in relazione con la geometria e la policromia della texture, realizzata attraverso l'iterazione modulare di composizioni speculari di foto significative. Gli assemblaggi e i collage digitali creano uno spazio unitario senza tempo in cui immagini diverse coesistono determinando una nuova trama di relazioni e di possibili interpretazioni. La vita di ogni personalità viene sublimata nell'astrazione formale del ritratto in primo piano, icona-simbolo dell'immaginario collettivo della società contemporanea.
Tale processo creativo trova sviluppi diversi nella serie degli Artworks interpretations, ricerche interpretative sulle opere del passato. La storia dell'arte diviene fonte di possibili ulteriori rielaborazioni. Opere come la Monna Lisa o la Marilyn di Andy Warhol sono ormai divenute icone dell'arte e le loro immagini echeggiano attraverso le innumerevoli riproduzioni mediatiche. All'estrema sintesi formale del ritratto scarnificato in primo piano, si contrappone l'iterazione dello stesso nella texture del fondo secondo continue variazioni cromatiche e chiaroscurali. Senza travisare il valore storico e contestuale dei famosi capolavori, Enrico Rinardi invita a una riflessione sulle potenzialità formali, estetiche e simboliche delle loro immagini in relazione al variare delle modalità percettive odierne.
Roberta Gubitosi

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