Mostra "Frammentazioni immaginarie" di Gianni Paganelli

Gianni Paganelli in "Frammentazioni immaginarie" a cura di Roberta Gubitosi

16 marzo- 10 giugno 2018

Inaugurazione venerdì 16 marzo, ore 18.30

L'esclusivo “Wine Creative Lab” 47 Anno Domini ospita la personale di Gianni Paganelli “Frammentazioni immaginarie”. La ricca produzione di Gianni Paganelli si articola in un percorso che ha origine nell'arte figurativa e nella sperimentazione tecnico-formale praticata durante la sua formazione e la frequentazione dello studio del maestro Gianni Ambrogio. Fin dagli anni Settanta, l'interesse verso esperienze artistiche di matrice espressionista favoriscono il processo di deformazione e di destrutturazione dell'immagine visiva. La sua ricerca vede un decisivo momento di svolta in seguito a un lungo periodo riflessione in cui l'artista pone le basi di una rinnovata esperienza creativa completamente svincolata da qualsiasi riferimento diretto al dato reale.

Si delineano così i caratteri distintivi dell'opera recente di Gianni Paganelli, chiaramente riconoscibile per le taglienti geometrie, le decise rotture formali, le incisioni profonde della materia, le frammentarie stratificazioni. I motivi lineari che si intersecano e si sovrappongono sembrano rievocare iconografie arcaiche di culture che si perdono nel più ontano passato. A volte sembrano graffiti indecifrabili, i cui motivi iconografici non sono riconducibili a contesti culturali precisi, a volte invece rievocano primordiali resti archeologici o arcane simbologie tribali. Le molteplici elaborazioni formali trovano la sola fonte nel fervido universo immaginario dell'artista alimentato da libere associazioni. È il contatto diretto con la materia a stimolare la creatività: le stesure dello stucco vengono plasmate, incise, tagliate sulle lisce superfici delle tavole multistrato. I diversi strumenti, spesso costruiti direttamente dall'artista, lasciano la loro traccia sulla materia malleabile creando una singolare geometria, interrotta da spaccature improvvise.

La tavolozza è incentrata su tinte pastello stese attraverso velature che si addensano nei solchi ed esaltano i rilievi. Le vernici finali vivificano i pigmenti aumentando la rifrazione luminosa e rendendo le superfici lucenti e “vetrose”. Per Gianni Paganelli il processo creativo nasce dal fluire del pensiero, dal susseguirsi di un'immagine dopo l'altra e si sviluppa nel libero articolarsi di strutture geometriche sospese e fluttuanti nello spazio. La continua stratificazione e l'equilibrio instabile delle forme divengono metafora esistenziale della frammentazione dell'io nella molteplicità delle relazioni e nella precarietà nella società fluida contemporanea.
Roberta Gubitosi

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