Al Museo Bailo la mostra dedicata all'architetto Maestro Bruno Morassutti

Sabato 24 ottobre al Museo Bailo di Treviso prende il via la mostra “Bruno Morassutti. Architettura industrializzata e design” a cura di Bruno Morassutti Project e Luciano Setten, Direttore Artistico di [E]Design Festival. La mostra intende omaggiare il maestro, a 100 anni dalla sua nascita.

Lungo il percorso espositivo verrà presentata la figura di Bruno Morassutti, ripercorsa attraverso gli anni della formazione e il soggiorno presso la scuola di Taliesin di F.L. Wright, l’esperienza post universitaria da cui scaturisce la cura del dettaglio progettuale e della scelta dei materiali costruttivi. Ed ancora l'inizio dell'attività professionale nel contesto culturale della Milano del secondo dopoguerra. Verranno presentati 7 edifici con focus sul sistema di facciata dei serramenti, filo conduttore di un esperienza progettuale riproposta e perfezionata nel tempo e maturata attraverso il contatto diretto tra il designer (architetto) e il costruttore (artigiano). Bruno Morassutti è un architetto veneto che ha vissuto e lavorato a Milano. La sua attività e le sue opere si riflettono bene in questo enunciato se si aggiunge che il suo contributo all’architettura italiana è fortemente segnato dall’incontro con Frank Lloyd Wright e l’architettura americana della fine degli anni quaranta.

Di veneto ci sono la nascita a Padova, gli anni della scuola a Venezia, l’insegnamento di Giuseppe Samonà, l’incontro con Carlo Scarpa. C’è la laurea nel novembre del 1946 allo I.U.A.V. in rinnovamento, lo stesso anno di Masieri, Gellner, Valle. Ci sono due anni di collaborazione nello studio del fratello Giovanni ingegnere a Padova, formatosi a Vienna nel Werkbund di Holzmeister, Hoffman e Behrens. C’è poi una consapevolezza dei limiti della formazione accademica e la forte tensione a conoscere direttamente l’esperienza dell’architettura praticandola con Wright a Taliesin. Una voglia di conoscere esplosa nel clima di apertura dell’immediato dopo guerra, a Venezia con Scarpa che proprio allora si rivolge definitivamente a Wright in un rapporto poetico testimoniato da molti suoi progetti, unita all’aspirazione verso un’America sconosciuta prima della guerra in Italia. Quest’incontro per Morassutti avverrà nel 1949 a Taliesin in Wisconsin e in Arizona fino all’anno dopo. La vita comunitaria, la vicinanza quotidiana con il maestro e i suoi lavori, l’incontro con altri maestri invitati come Perret e anche l’incontro con le architetture di Mies van der Rohe a Chicago e con Neutra in California, introducono un itinerario americano che Morassutti compie letteralmente sulla strada. Quest’esperienza conclude la formazione dell’architetto e apre la sua attività. Un’attività intensa e molteplice riconosciuta immediatamente dalla critica, che fonde in una sintesi difficilmente separabile gli apporti individuali e i connotati delle diverse formazioni di Milano e Venezia filtrate dall’esperienza americana. Morassutti prosegue da solo nei primi anni sessanta l’attività coltivando gli stessi temi nella propria pratica, a voler precisare una ricerca personale che si connota interamente sul piano del progetto di architettura.

Bruno Morassutti viene a mancare il 4 settembre 2008.

Apertura al pubblico da sabato 24 ottobre a domenica 22 novembre con orario 10-18. Lunedì giorno di chiusura. Ingresso alla mostra 3 euro a persona. Per visite guidate è obbligatorio prenotarsi all’indirizzo mail info@edesignfestival.it.

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