"Oltre l'immagine", esposizione d'arte contemporanea a cura di Roberta Gubitosi

OLTRE L'IMMAGINE
a cura di Roberta Gubitosi
in collaborazione con Walter Pavanetto
06 settembre- 02 ottobre 2018
Presentazione sabato 15 settembre, ore 18.00

Nuovo appuntamento con la settima mostra di “Oltre l'immagine”, la Rassegna d'Arte Contemporanea ospitata nel prestigioso atrio di Ca' Sugana. Protagonisti del mese di settembre sono gli artisti Carla Erizzo, Giò Stefan (nome d’arte di Giovanna Stefanutti) e Ciro Zanetti (in arte Xirò).


CARLA ERIZZO Fin dalla sua formazione, Carla Erizzo elabora una particolare ricerca pittorica che affonda le sue radici nella tradizione tonale veneziana e nella più ampia cultura artistica di matrice “impressionista”. Lo studio dei materiali e le procedure acquisite durante la lunga pratica di bottega consentono di elaborare un personale modus operandi e di costituire le fondamenta concettuali del suo pensiero. Lontano da qualsiasi intento anacronistico, l'artista individua nel “lavoro di bottega” il luogo privilegiato in cui sperimentare e ricombinare pratiche antiche e moderne capaci di esprimere nell'opera d'arte una personale interpretazione della realtà contemporanea. Le infinite suggestioni visive della vita quotidiana si caricano di una singolare forza espressiva tramite la ricercata gamma cromatica e la lavorazione dei materiali. Gli scorci veneziani, i panni al vento nelle calli, i particolari dei passanti spesso vengono trasfigurati dai colpi di spatola che si susseguono velocemente creando vibrazioni luminose e costruendo arditi tagli compositivi. I riferimenti visivi al dato reale e naturalistico si stemperano e i dettagli a volte si espandono su tutta la dimensione dell'opera. Nella varietà della produzione di Carla Erizzo, emerge la volontà di superare la netta separazione tra figurativo e non figurativo, senza dichiarare esplicite rotture con la tradizione.

GIÒ STEFAN Le opere di Giò Stefan (nome d’arte di Giovanna Stefanutti) si distinguono per il singolare gusto narrativo della rappresentazione, maturato sulla base di diverse influenze, dall'esperienza nell'arredamento degli interni, alla passione per il Cinema Holliwoodiano degli anni Cinquanta e Sessanta, ai ricercati riferimenti letterari. L'elaborazione stilistica è attenta alla compenetrazione tra forme e spazio, capace di esprimere un'indagine psicologica delle figure che spesso supera la contingenza della singola scena. Nel suo lavoro i riferimenti all'opera di Tamara De Lempicka degli anni Trenta si intrecciano con il realismo fotografico e le atmosfere sospese di Jack Vettriano. Nella serie di opere dedicate ai classici film di Hollywood, Giò Stefan indaga la complessità della relazione uomo-donna. In ogni opera, un particolare fotogramma viene decontestualizzato e ristrutturato attraverso i contrasti cromatici e la selezione dei dettagli. L'artista si sofferma sull'intraprendenza e l'imprevedibilità femminili, selezionando in un frame un'espressione di sorpresa o un'inaspettata reazione del partner, che a volte lasciano trasparire una sottile ironia. I volti degli interpreti dei celebri film divengono protagonisti di una “storia infinita” aperta a molteplici livelli di lettura secondo l'attuale visione contemporanea.

CIRO ZANETTI XIRÒ La complessità della produzione di Ciro Zanetti, in arte Xirò, è il risultato di un'esperienza artistica che abbraccia oltre mezzo secolo e che trova le sue radici nel contesto familiare trevigiano, accanto al padre e al fratello. Certamente un'attività così prolifica vede lo sviluppo nel tempo di ricerche diverse alimentate da una fervida sperimentazione tecnica e materica, dalla pratica della pittura e dell'incisione, all'elaborazione della scultura e dell'assemblaggio. Tuttavia all'interno di tale varietà, emerge un particolare interesse verso il tema centrale della realtà umana che si estende dalle opere più piacevolmente narrative, incentrate su particolari momenti di vita e di quotidianità, agli esiti più recenti, legati all'interpretazione simbolica dell'esistenza. Le opere esposte in questa mostra sono significative per cogliere alcuni momenti di una sintesi iconica che diviene emblematica di un più ampio concetto di umanità. Nelle famose serie Primi posti e Purgatorio degli artisti, le figure nella loro moltitudine sembrano essere travolte da un processo dinamico che amplifica lo spazio in una profondità infinita. Spesso il colore costruisce geometrie e scandisce lo spazio in diversi livelli, in piani di stasi o in momenti di accelerazioni ritmiche in cui le figure nella loro comune condizione vengono travolte e sospinte dall'inarrestabile fluire dell'esistenza.

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